(red.) Alcune zone dell’alta Valcamonica, nel bresciano, sono finite nel mirino tra diversi episodi di furti e soprattutto incendi. A proposito delle fiamme, non si capisce cosa abbia spinto e per quale motivo a dare fuoco a quattro cascine presenti tra Temù e Ponte di Legno. Infatti, è chiaro che il rogo sia stato doloso, divampato nella tarda serata di mercoledì 12 settembre tra i monti. Il risultato è stato di due edifici ridotti in cenere, un terzo danneggiato e il quarto solo lambito. Sul posto, dopo la chiamata da parte dei residenti di Canè di Vione e Villa Dalegno di Temù, sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno lavorato tutta la notte per domare le fiamme e bonificare la zona. I carabinieri di Ponte di Legno, invece, si stanno occupando delle indagini.

Le strutture interessate sono quattro vecchi cascinali, di cui due riqualificati nel tempo e di tipo agricolo. Gli altri due sono stati l’uno rimaneggiato e l’altro diventato una casa familiare. Il fuoco si distingueva da sotto il rifugio Maralsina intorno alle 21,30 e muovendo diverse squadre di operatori antincendio con fuori strada e altri mezzi. Mentre ora si cerca di capire la causa di un’azione tanto violenta. E potrebbe essere collegata ai numerosi episodi di furto che stanno interessando la zona. In particolare, baite e ville a Mortirolo dove sono state forzate porte e finestre e rubati attrezzi agricoli. Alcuni malviventi, invece, hanno depredato un congelatore da uno chalet a Vezza d’Oglio e altri otto episodi segnalati tra mercoledì 12 e giovedì 13 a Vione.

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