(red.) Le competenze 4.0 cominciano a pesare anche in busta paga, specie tra i giovani. Il risultato emerge dall’ “Indagine retributiva 2018” presentata questo pomeriggio nella sede di Associazione Industriale Bresciana. Una fotografia molto dettagliata delle politiche dicompensation, realizzata da AIB in collaborazione con Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza, Lodi, Unione Industriale di Torino, Confindustria Bergamo, Confindustria Vicenza, Confindustria Cuneo e OD&M srl. Insieme queste province nel 2017 hanno creato valore aggiunto per 357 miliardi di euro, vale a dire il 23,2% della ricchezza generata nel nostro Paese, e occupano i primi 5 posti della graduatoria delle province italiane per valore dell’export manifatturiero.

“La principale novità dell’edizione 2018 sta nel calcolo delle medie retributive per cinque profili professionali caratterizzati da competenze digitali richieste dal paradigma di industria 4.0: ciò rende l’indagine qui presentata un unicum a livello nazionale. Si parla molto di industria 4.0, del suo impatto sulle imprese e sui lavoratori, ma di rado vengono forniti numeri a sostegno delle tesi presentate. Noi proponiamo una misurazione di quanto le competenze digitali vengono, al momento, valorizzate dalle imprese bresciane e lombarde. Uno studio prezioso, soprattutto se visto alla luce dei profondi cambiamenti indotti dalla quarta rivoluzione industriale, in cui le competenze acquisiranno un’importanza sempre maggiore per la competitività delle imprese, tanto da divenire l’elemento centrale nella definizione delle politiche retributive aziendali”, dichiara Roberto Zini, vice presidente di AIB con delega a Lavoro, Relazioni industriali e Welfare.

Più in dettaglio la ricerca – illustrata da Davide Fedreghini (Ufficio Studi e Ricerche AIB), Andrea Fioni (Centro Studi Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza, Lodi) e Miriam Quarti (Manager Area Consulting – OD&M srl), con la testimonianza aziendale di Marco Capitanio (Automazioni Industriali Capitanio srl) – ha preso in esame 50 profili molto diffusi nell’industria manifatturiera e per 5 di questi (progettista, responsabile produzione, tecnico manutenzione, tecnico assistenza, specialista logistica) ne ha fornito una declinazione 4.0. L’analisi sui differenziali retributivi 4.0 ha riguardato nel complesso 4.000 profili, di cui 500 in possesso delle competenze digitali richieste a seguito dell’introduzione delle nuove tecnologie in azienda.

A Brescia e in Lombardia le competenze digitali valgono il 2% in più in busta paga. Un vantaggio che aumenta in misura consistente tra i lavoratori under 35, dove raggiunge il 16%. Tale valore, essendo al netto dell’effetto-anzianità, può essere considerato una stima molto vicina alla realtà del valore delle competenze digitali.

A fianco dell’Indagine retributiva e sempre in collaborazione con le associazioni territoriali di Confindustria, AIB ha realizzato anche “HR Dashboard”, un’analisi molto approfondita delle principali tematiche legate ai rapporti di lavoro. L’edizione 2018 dello studio rivela che per le retribuzioni è attesa quest’anno una crescita media dell’1,8%, accompagnata da una sempre maggiore diffusione degli strumenti di welfare aziendale. Nel 2017 a Brescia, il 68,2% degli operatori ha fatto ricorso ad almeno uno strumento e l’incidenza del welfare sul costo del lavoro si attesta al 2,6%, superiore alla media dei territori considerati (2,2%) e al pari di Milano, provincia all’avanguardia su questo versante.

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