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Arresti per corruzione, quale era il sistema

Un imprenditore già finito in manette una volta per aver truffato Stato sull'accoglienza dei migranti e a processo da novembre. Ora con Gdf e faccendiere.

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(red.) E’ Angelo Scaroni, 48enne bresciano di Montichiari, l’imprenditore arrestato mercoledì 5 settembre all’alba nell’ambito dell’operazione della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile della questura che ha portato in manette anche un maresciallo delle Fiamme Gialle e un faccendiere. Scaroni non è un nome nuovo nel bresciano, considerando che era già stato arrestato per truffa ai danni dello Stato dopo che si era scoperto come avesse incassato quasi un milione di euro per l’accoglienza dei migranti nelle proprie strutture. Ma spendendo il denaro su altri canali rispetto a quelli stabiliti. Tanto che per quei fatti sarà a processo dal 15 novembre.

A proposito del nuovo filone, invece, il 48enne si trova in carcere e gli arresti hanno coinvolto anche il finanziere P. S. e il faccendiere mantovano L. F.. Secondo l’accusa formulata dal magistrato Ambrogio Cassiani a capo di questa inchiesta, Scaroni era venuto a sapere di un’indagine per capire la provenienza del denaro girato allo Stato per l’accoglienza dei migranti. E dopo aver subito una perquisizione, il bresciano si era rivolto al faccendiere chiedendo di attivarsi presso il maresciallo – sospeso in quel periodo – per avere notizie sull’inchiesta sotto segreto istruttorio. E lo avrebbe fatto corrompendo il militare con 6 mila euro. I tre arrestati attendono da parte del giudice delle indagini preliminari l’interrogatorio di garanzia.

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