Quantcast

Manuela Bailo, chiesa gremita per l‘ultimo saluto

Lunedì si è svolto il funerale nel giorno del lutto cittadino. Inquirenti continuano a indagare. Si cerca l'arma del delitto e un altro pesante oggetto.

Più informazioni su

(red.) Era gremita lunedì 27 agosto la chiesa di Santa Maria Immacolata a Nave, nel bresciano, per l’ultimo saluto a Manuela Bailo e nella giornata per la quale il Comune ha proclamato il lutto cittadino. La messa è stata celebrata da don Ruggero Zani e tra i presenti c’erano il sindaco Tiziano Bertoli con tanto di fascia tricolore in rappresentanza della comunità, il prefetto di Brescia Annunziato Vardé e non è voluto mancare nemmeno il segretario nazionale della Uil Carmelo Barbagallo. Del sindacato faceva parte la stessa vittima insieme a Fabrizio Pasini, l’amante assassino 48enne che dopo la confessione e l’arresto è stato espulso dal movimento.

La famiglia di Manuela era tutta radunata in chiesa, tra la sorella, i genitori Patrizia ed Elvio e il piccolo Marco. Con loro anche l’ex fidanzato Matteo Sandri con cui la vittima condivideva ancora l’abitazione nonostante la fine del rapporto. Mentre alcune donne hanno voluto portare una coccarda rossa come simbolo contro i femminicidi. Nel frattempo, stanno andando avanti le indagini da parte degli inquirenti. La Scientifica ha terminato tutti gli accertamenti sui materiali trovati sul luogo del delitto a Ospitaletto ed ora si attendono i risultati. L’omicida continua a dire che si sarebbe trattata di una caduta che avrebbe ucciso Manuela dopo una lite, ma chi indaga e sulla base dell’autopsia i cui risultati saranno diffusi entro 90 giorni, sta ancora cercando il coltello compatibile con la ferita alla gola trovata sul corpo.

E prima di essere accoltellata sarebbe stata colpita alla testa con un oggetto contundente che gli inquirenti stanno cercando. Fabrizio Pasini, interrogato, ha rivelato di conservare sulla propria auto due coltelli, ma ne sarebbe stato trovato solo uno e tra l’altro non compatibile con il delitto. Si valuta anche la possibile premeditazione da parte del 48enne il cui cellulare – quello di Manuela non si trova – potrebbe fornire ulteriori elementi. Nel frattempo l’uomo resta detenuto in carcere per omicidio e occultamento di cadavere.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.