(red.) Gli inquirenti lo aspettavano al varco. Sapevano che era sul punto di confessare e così è stato. Fabrizio Pasini, 48enne bresciano, sindacalista Uil, ha ammesso di aver ucciso Manuela Bailo la sera del 28 luglio. E ha dato alle autorità una serie di elementi sulla ricostruzione dei fatti che ora sono in attesa di verifica.

I due si sono incontrati la sera in una zona interna di via Milano, a Brescia. Qui la ragazza, impiegata presso il Caf della Uil, ha parcheggiato la propria Opel Corsa grigio metallizzato, ed è salita in macchina con il suo amante. I due hanno, quindi, raggiunto via Allende, a Ospitaletto, dove si trova l’abitazione dei genitori di Pasini. Ed è proprio lì dove è avvenuto il delitto. Ora la casa è stata posta sotto sequestro.

Il 48enne reo confesso, accusato di omicidio e occultamento di cadavere, ha raccontato che, al culmine di una lite, Manuela sia caduta dalle scale a causa di una spinta e abbia perso la vita. Una tragedia del tutto involontaria. Una tesi sulla quale gli inquirenti hanno forti dubbi. L’autopsia potrà fornire una serie di elementi in più. 

Il corpo è stato, quindi, coperto da alcuni sacchi di plastica, e portato in auto ad Azzanello, sul confine tra Brescia e Cremona, in una cascina disabitata, utilizzata come deposito attrezzi, vicina al fiume Oglio, che Fabrizio Pasini conosceva molto bene, dato che vi si recava spesso per giocare a softair, guerra simulata. 

La salma della ragazza è stata abbandonata in una vecchia vasca per i liquami, coperta con delle frasche e una lastra di metallo. Per depistare le indagini Fabrizio Pasini ha mandato dei messaggi con il telefono di Manuela, al convivente ed ex-fidanzato, spiegando che avrebbe dormito fuori casa, e al suo capo ufficio, sostenendo che sarebbe rientrata al lavoro dopo qualche giorno. Nessuno ha mai pensato che fossero stati scritti dalla donna. Men che meno la famiglia Bailo, che ha subito sospettato che il 48enne stesse nascondendo qualcosa.

Il sindacalista, due giorni dopo il delitto, è partito per il mare con la moglie e i due figli. Gli investigatori avevano trovato l’auto parcheggiata lo scorso 7 agosto, ma non lo hanno rivelato, poichè aspettavano al varco l’omicida. Ora Fabrizio Pasini è in carcere a disposizione dei magistrati. Mancano ancora numerosi particolari. Comunque le forze dell’ordine continuano a lavorare in cerca di elementi. 

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