Zone, nuovi migranti fanno sciopero fame

I sedici nuovi arrivati al Trentapassi al posto di quelli che erano stati allontanati chiedono di tornare a Vestone da dove vengono. Situazione critica.

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    (red.) Il paese di Zone, nel bresciano, è tornato al centro della bufera e i motivi sono ancora legati all’immigrazione. Infatti, nelle settimane precedenti a sabato 28 luglio i richiedenti asilo che erano ospiti dell’ostello Trentapassi erano stati fatti allontanare dal sindaco Marco Zatti perché poco collaborativi. Così nella vecchia locanda sono arrivati altri 16 migranti, tutti africani dai 20 ai 25 anni e in Italia da due o tre anni, tanto da aver imparato abbastanza bene la lingua. Tutto bene? Niente affatto. I richiedenti asilo, arrivati a Zone da Vestone dopo che la struttura in cui si trovavano è stata svuotata, hanno iniziato una sorta di sciopero della fame da tre giorni.

    In pratica, si rifiutano di mangiare quanto viene proposto loro dall’ostello e chiedono di tornare a Vestone dove hanno lasciato amici e conoscenti. Una forma di protesta che venerdì mattina è proseguita con una delegazione degli stranieri che ha raggiunto il Comune chiedendo di parlare con il sindaco. Poi l’attenzione si è concentrata sulla struttura di accoglienza dove i migranti parlavano con i mediatori culturali giustificandosi degli orari delle docce non adeguati e pasti poco saporiti. Ma sembra che fossero solo un pretesto per andare via e tanto da chiedere un pullman. Una situazione esplosiva che ha indotto il primo cittadino a scrivere una relazione che sarà inviata alla prefettura di Brescia e ai carabinieri.

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