Zone, migranti non puliscono sentiero: sale tensione

Sindaco ha scritto al prefetto chiedendo un cambio del gruppo con uno più collaborativo, ma gli stranieri si sono opposti. Sul posto le forze dell'ordine.

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    (red.) Si torna a parlare di quell’episodio che ha fatto tanto discutere in tutta la provincia di Brescia. A Zone, infatti, il sindaco Marco Zatti aveva chiesto a un gruppo di ventiquattro giovani migranti ospitati nell’ostello Trentapassi (ex albergo Lucciola) di pulire un sentiero. Ma questi si erano opposti giustificando il rifiuto con l’idea di essere sfruttati. Di conseguenza ci ha pensato lo stesso primo cittadino con un’altra persona a svolgere le pulizie intorno alle Piramidi. Ma aveva anche scritto al prefetto di Brescia Annunziato Vardé segnalando la situazione e sentendosi dire che non si poteva imporre ai richiedenti asilo di lavorare.

    A quel punto, ed è notizia delle ore precedenti a sabato 30 giugno, è stato chiesto di poter fare un cambio, facendo giungere altri stranieri più collaborativi e trasferendo quelli attuali da Zone. E’ stato fatto per i primi due giovani e quando gli ospiti hanno capito la situazione, si sono opposti tanto da far intervenire le forze dell’ordine e chiedere alla titolare dell’ostello di allontanarsi per qualche ora per motivi di sicurezza. Il risultato è che non si vuole attuare lo sgombero forzato e quindi i migranti restano nella struttura fino a quando non decideranno di loro volontà di andare via. Ma di certo la situazione resta tesa.

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