Serle, sversamento di olio nello stagno degli anfibi

Sabato notte qualcuno ha portato alla pozza Meder 200 litri di sostanza in taniche, poi finite nel bacino. Corsa contro il tempo per salvare le specie.

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(red.) E’ un vero e proprio attentato ambientale quello messo in atto da qualche ignoto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo allo stagno Meder a Serle, nel bresciano. Poche ore prima alcune persone erano state sul posto per assistere a uno degli spettacoli della natura come quello di vedere rane e rospi riprodursi tra loro e dare vita alle uova. Tra l’altro proprio questi esemplari di anfibi erano stati piazzati da alcune associazioni ambientaliste e attraverso dei contributi per far rivivere l’ambiente sul posto. Un vero angolo di natura, insomma. Invece, sull’altopiano di Cariadeghe dove si trova la pozza qualcuno ha pensato di fare l’opposto.

Intorno allo specchio d’acqua, infatti, sono state disposte sdraiate alcune taniche di olio aperte e che nel corso delle ore hanno raggiunto, con circa 200 litri, lo stagno formando un denso strato oleoso sulla superficie. Lo scempio è stato scoperto domenica mattina e subito si è attivata la macchina dei volontari che è andata avanti per tutta la giornata raccogliendo le specie sporche di olio con le mani oppure con le reti e per poi pulirle sul posto e inserirle in recinti provvisori. Nella giornata di lunedì si cercherà di allestire un’altra pozza temporanea dove portare gli animali.

Quanto è avvenuto ha ottenuto gli attacchi da tutte le associazioni ambientaliste, dalle guardie ecologiche della Valsabbia fino alla Lac, Cabs, Enpa, Guardia nazionale ambientale, Protezione civile, alpini, ma anche da associazioni locali e cacciatori. A intervenire per verificare cosa fosse successo anche il sindaco Paolo Bonvicini con i dipendenti comunali e la Polizia Locale. Tra l’altro, da tempo il Comune aveva avviato questa attività per salvare gli anfibi. Sono i carabinieri di Gavardo con quelli del comando provinciale di Brescia a indagare, valutando a carico di ignoti i reati di disastro ambientale e smaltimento illegale di rifiuti tossici. Forse è stata l’azione di qualcuno che s è opposto all’iniziativa naturale. Nel corso della giornata di domenica l’Arpa ha condotto una serie di controlli ed effettuato prelievi, mentre un’azienda si è occupata di pulire lo stagno dalla copertura oleosa. E’ probabile che la pozza debba essere bonificata.

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