Torbiere risponde a Lac su stop a convenzione

Dopo la lettera dell'associazione ambientalista, i rappresentanti della Riserva del Sebino ha voluto spiegare le scelte che hanno portato alla fine della collaborazione.

(red.) I rappresentanti della Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino hanno voluto rispondere alla lettera di Lac e del Gruppo Intervento Giuridico Onlus. “La Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino”, inizia la nota, “è un Ente pubblico deputato alla gestione e tutela della medesima Riserva”.

Il Presidente è il rappresentante legale della stessa e presiede i due organi di natura politica, la Comunità della Riserva di cui fanno parte i sindaci dei tre comuni di Iseo, Corte Franca e Provaglio d’Iseo, la Comunità Montana del Sebino Bresciano e la Provincia di Brescia e il Consiglio di Gestione organo deputato alla gestione ordinaria dell’Ente. “La figura del Presidente”, prosegue il testo, “non ha quindi natura di tipo tecnico e tutti gli atti di tale natura, come quelli inerenti gli appostamenti fissi di caccia, sono di competenza del direttore della Riserva che si avvale di un comitato tecnico scientifico (che non comprende il Presidente dell’Ente) all’interno del quale operava nel corso del 2016, per quanto concerneva le competenze ornitologiche, il GRA (Gruppo Ricerche Avifauna)”.

Attualmente è in via di definizione l’incarico per l’anno 2016 e l’intenzione, per facilitare i rapporti con l’Ente, è quella di individuare un singolo professionista ornitologo quale membro del comitato tecnico scientifico al fine di avere un unico interlocutore e migliorare l’efficienza delle sedute del Comitato stesso.

“Allo stesso tempo”, viene precisato nel comunicato, “vi è l’intenzione di porre in essere una nuova convenzione con il Gra che coadiuverà l’Ente per quanto concerne la raccolta dei dati di campagna necessari al monitoraggio scientifico. Per quanto concerne la vigilanza l’Ente opera istituzionalmente tramite le GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) della Provincia di Brescia e della Comunità Montana del Sebino Bresciano”.

A fronte dei cambiamenti legislativi in atto, dovuti alla legge regionale 28/2016, denominata “riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio”, che comporterà a breve un processo di aggregazione tra diverse aree protette, non si è semplicemente ritenuto di procedere in questa fase al rinnovo di alcune convenzioni con alcune associazioni ambientaliste che si erano concluse lo scorso dicembre 2016, in vista dei nuovi assetti istituzionali.

Il Presidente Emma Soncini: “Non sono in possesso della licenza di caccia e non sono un esponente del mondo venatorio. I cacciatori sono una delle comunità che ruota intorno alla riserva, e a loro non è conferito nessuno privilegio come dimostra il ricorso in essere sui capanni a lago. Il Consiglio lavora con totale imparzialità alla tutela dei fini statutari dell’Ente. La decisione di non procedere ad alcuni rinnovi di Convenzione è stata assunta dal Consiglio nell’interesse della collettività, a seguito della legge regionale sulla riorganizzazione del sistema lombardo delle aree protette, non è una ripicca o un’estromissione verso nessuna Associazione ambientalista. L’Ente necessita in questa fase di transizione di una costruttiva e positiva collaborazione da parte di tutti coloro che con passione hanno a cuore la Riserva”.

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