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Alta velocità, pendolari: servizio è peggiorato

I passeggeri di "Sbiancalafreccia" criticano ritardi dei convogli e le difficoltà tecniche a comprare l'abbonamento. Mentre i Frecciabianca spariscono prima.

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(red.) La linea ferroviaria ad alta velocità verso Brescia, provenendo da Milano, è aperta da più di un mese, ma nel frattempo i pendolari, quelli che salgono sui treni ogni giorno lungo l’asse Milano-Brescia-Verona per lavoro o studio, segnalano diverse criticità. In sostanza, come si legge in una nota del comitato “Sbiancalafreccia”, i disagi sarebbero maggiori rispetto ai benefici. A partire, per esempio, dai ritardi che coinvolgono sia i treni Frecciarossa, così come i Frecciabianca.

A questo, come lamentano gli stessi passeggeri, c’è il disagio della prenotazione degli abbonamenti. Sono obbligatori per salire sui Frecciarossa, ma gli utenti segnalano diversi problemi informatici che impediscono di sottoscrivere il titolo di viaggio. I pendolari lamentano anche i rincari. Sottolineano come l’assessore lombardo ai Trasporti Alessandro Sorte abbia introdotto la Dote per rendere meno impattante l’aumento, ma quelli che si stanno attivando per acquistare il titolo di febbraio hanno verificato nuovi rincari.

Riguardano l’Unico Rail (il Full resterà invariato) con 190 euro al mese per la Milano-Brescia e 217 euro per la Desenzano-Milano per coprire ogni settimana. Un altro disagio lamentato dai passeggeri è che la sostituzione dei Frecciabianca con i Frecciarossa sarà anticipata al 30 gennaio, rispetto al termine iniziale dell’1 aprile citato dai pendolari. Questo vuol dire che il treno delle 7,34 da Brescia e quelli alle 19,05 e 20,35 da Milano saranno solo i nuovi Frecciarossa.

Con aumenti di costi e obbligo di prenotare. Dal 30 gennaio dovrebbe arrivare, come era stato annunciato, il potenziamento del servizio regionale con una nuova corsa la mattina, ma i pendolari chiedono di fare interventi anche sulla sera, in particolare sulle ore di punta. Insomma, l’alta velocità per i pendolari si sta rivelando più difficile che benefica.

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