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Arresto kosovaro, stava partendo per la Germania

Il viaggio di Dibrani con la famiglia era previsto venerdì, 24 ore dopo il fermo della Digos. A Fiesse, suo paese di residenza, parlano di brava persona.

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(red.) Se avessero atteso altre 24 ore prima di compiere il blitz (guarda il video), avrebbero fatto un buco nell’acqua. Gafurr Dibrani, il 24enne kosovaro residente a Fiesse, nel bresciano, arrestato all’alba di giovedì 3 novembre per apologia e istigazione al terrorismo, con l’aggravante dell’uso di strumenti informatici, sarebbe partito per la Germania. Il suo viaggio era previsto proprio venerdì con la moglie e il figlio di 2 anni. Lo stesso che l’uomo stava indottrinando per il Califfato.

In ogni caso la Digos della questura di Brescia che ha compiuto la perquisizione prima e l’arresto poi, pensa che la famiglia non fosse in realtà destinata in Germania dal padre del 24enne, ma forse in Siria. Magari per aderire a Daesh. Le manette per il giovane sono scattate dopo una lunga attività d’indagine da parte delle forze dell’ordine con la Dda della procura di Brescia. Tanto che Dibrani, regolarmente residente dal 2005 con la famiglia in una casa popolare a Fiesse e dove aveva frequentato la scuola media, veniva controllato da tempo. I suoi contatti sui social network con Imam arrestati in Kosovo e Macedonia tra il 2014 e 2015 e i video pubblicati sul martirio e che mostrano bambini con in mano i telecomandi per attivare le bombe contro gli “infedeli” avevano destato allarme.

La situazione è degenerata nel momento in cui i militari hanno notato che da luglio il 24enne stava cercando membri del culto cattolico a Milano. E pochi giorni prima c’era stato l’attentato alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray a Rouen, in Francia, con lo sgozzamento di padre Jacques Hamel. In paese tutti conoscono il 24enne e la sua famiglia e lo definiscono una brava persona. Mai si sarebbero immaginati che stesse sostenendo il Califfato, ma secondo gli inquirenti il processo di radicalizzazione era attivo da tempo.

E in paese i negozianti dicono di averlo visto, a volte con il padre, altre con la moglie o il figlio per fare acquisti o prendere pizze d’asporto. Una vita normale, insomma, ma non nei pensieri del giovane. Intanto, venerdì pomeriggio il sindaco Chiara Pillitteri terrà una conferenza stampa per rassicurare i cittadini alla luce dei fatti. E tenendo conto che in paese e in quelli vicini sono presenti numerosi familiari di Dibrani. E così si allunga la striscia di presunti terroristi passati o che hanno abitato nel bresciano.

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