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Discriminazione, ricorso di Rovato e Pontoglio

I due comuni hanno deciso di andare in appello dopo la condanna di luglio. Erano stati accusati di aver alzato, per gli stranieri, la tariffa di idoneità.

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(red.) I comuni bresciani di Rovato e Pontoglio hanno deciso di ricorrere in appello contro la condanna, ricevuta in primo grado, sulla presunta “condotta discriminatoria” avuta nei confronti di alcuni migranti. La sentenza del 19 luglio da parte del tribunale di Brescia aveva accusato le due amministrazioni di aver alzato alle stelle per gli stranieri la tariffa sulla certificazione di idoneità delle abitazioni. A difendere i migranti ci saranno ancora l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione e la Fondazione Guido Piccini.
Sul ricorso in appello sono critici la Cgil di Brescia e alcuni consiglieri di minoranza dei rispettivi comuni. Il sindacato parla di “campagne ideologiche di partito condotte con i soldi dei cittadini. Nonostante la condanna, non sono soddisfatti e decidono di andare avanti”. La questione economica viene sollevata dalle altre critiche per il fatto che i soldi dei contribuenti, dopo il primo grado, rischiano di essere usati nel caso della conferma della condanna.

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