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Brescia calcio, debiti bloccano il mercato

A via Bazoli servono 8,1 milioni per ripianare l'Iva non pagata dalla vecchia controllante dal 2011 al 2014. Al momento nessun imprenditore ha risposto.

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(red.) Brescia calcio, dal campo alle scrivanie. La società di via Bazoli è ferma economicamente e non può operare sul mercato finché non sistemerà la propria situazione fiscale. Il motivo è dovuto a Brescia Service, l’ex controllante del Brescia ai tempi di Gino Corioni, che dal 2011 al 2014 ha ricevuto l’Iva da parte della società, ma non l’ha versata all’Erario. Risultato: il Brescia dovrà trovare 8,1 milioni di euro e quindi ricapitalizzare il bilancio per poter sostenere il debito. Brescia Service, infatti, è in uno stato di liquidazione su cui si stanno occupando i professionisti, ma è stata accollata alla nuova società guidata da Alessandro Triboldi con Rinaldo Sagramola. Dal punto di vista fiscale, l’attuale Brescia calcio non ha problemi, ma deve far fronte ai debiti della vecchia controllante. E per farlo, anche puntando su una rateizzazione del debito, servono risorse.
Per questo motivo tra l’8 e il 10 giugno ci sarà un’assemblea dei soci per decifrare il futuro e mettere mano al portafogli per incrementare le casse di via Bazoli. Le scadenze sono il 24 giugno per gli stipendi e il 7 luglio per l’iscrizione al campionato. Risorse su cui il “nuovo” Brescia calcio può contare, ma si deve trovare qualcuno che possa versare altro denaro per sistemare i debiti. Per questo motivo è stato chiamato ancora Marco Bonometti, presidente dell’Associazione Industriale Bresciana, per fare da mediatore con gli imprenditori. Ma al momento nessuno sembra essere interessato. Tanto che la società di via Bazoli sta anche pensando di chiedere aiuto a vari istituti di credito. Al momento la situazione resta bloccata, ma quando e se sarà trovato qualcuno in grado di aiutare, il Brescia tornerà ad essere autonomo.

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