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Penny Market, agitato presidio di protesta

Da martedì 5 alcune decine di addetti del magazzino logistico di Desenzano sono in sciopero per una vertenza. Venerdì 8 tensione allo sgombero.

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Penny Market

Foto da Bresciaoggi

(red.) Da martedì 5 gennaio una cinquantina di addetti, dipendenti di una cooperativa esterna che si occupa della logistica per la catena di supermercati Penny Market, è in sciopero al magazzino di via Oglio, nella zona industriale di Desenzano, nel bresciano. Un presidio che va avanti di giorno e di notte per protestare sugli scatti di anzianità non riconosciuti, l’adeguamento dello stipendio, il pagamento degli straordinari e il riposo durante le feste. Una situazione che mette in agitazione il comparto, visto che i camion di un’azienda delegata al trasporto delle merci dal magazzino ai supermercati sono bloccati all’ingresso e all’uscita. Tanto che è stato chiesto alle forze dell’ordine, giunte sul posto per gestire l’ordine pubblico, di sgomberare il presidio e riprendere il lavoro.
Ma i lavoratori, tutti legati al sindacato autonomo della Cobas, si dicono pronti ad andare avanti nella protesta se la cooperativa non accetterà le loro istanze. Nel pomeriggio di giovedì 7 gennaio, al terzo giorno di presidio, una delegazione sarebbe stata ricevuta dal prefetto di Brescia Valerio Valenti per esaminare la situazione. Ma si sarebbe rivelato inutile. Così la mattina di venerdì 8 è ripreso il presidio, ma si sono vissuti attimi di tensione. La polizia, infatti, ha avuto ordine di rimuovere il presidio, mentre un cittadino straniero avrebbe urlato “Allah Akbar” (“Allah è grande”) come usano fare i terroristi dell’Isis. Lui insieme ad altri connazionali è stato portato alla questura di Brescia per essere sentito. Nel corso dello sgombero un manifestante è rimasto ferito ed è stato portato in ospedale.

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