Bozzoli, carabinieri tornano nell’azienda

I tecnici della Scientifica giovedì 7 hanno eseguito l'inventario dei beni e materiali presenti nella fonderia prima di procedere al dissequestro.

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Bozzoli(red.) La fonderia Bozzoli Srl di Marcheno, nel bresciano, giovedì mattina 7 gennaio ha ricevuto la visita dei carabinieri della Scientifica di Brescia. Ne dà notizia il Giornale di Brescia. I cancelli dell’azienda di via Gitti, chiusa agli operai dal 13 ottobre dopo la scomparsa dell’imprenditore Mario Bozzoli avvenuta cinque giorni prima, si sono riaperti alle forze dell’ordine. Si tratta di una fase preliminare rispetto al provvedimento di dissequestro che il pubblico ministero Alberto Rossi, a capo dell’inchiesta, ha annunciato di voler emettere entro la metà di gennaio. I tecnici sono stati chiamati a svolgere l’inventario degli elementi presenti nei capannoni e negli uffici, oltre al materiale prelevato dai forni e già controllati, o ancora in corso, da parte dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo.
Da lunedì 11 gennaio, infatti, le scorie da verificare saranno spostate in un angolo dell’azienda per consentire ai dipendenti di tornare al lavoro, come chiesto dai sindacati. Dal punto di vista delle indagini, dopo la rimozione dei sigilli, saranno interrogati dal pm Alex e Giacomo Bozzoli, nipoti dell’imprenditore misteriosamente sparito. Con gli operai Oscar Maggi e Akwasi Aboagye, già sentiti dai carabinieri, sono indagati per omicidio volontario e distruzione di cadavere, ma liberi. Resta a Brescia, intanto, per seguire l’inchiesta da vicino, l’ex moglie di Giuseppe Ghirardini, l’altro operaio presente in fabbrica quell’8 ottobre e trovato morto dieci giorni dopo a Ponte di Legno. L’ex compagna, giunta in Italia con l’inizio delle feste natalizie, è stata sentita dalla procura come persona informata dei fatti.

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