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Assunzione “truccata”, indagato Pecorelli

Il rettore dell'università degli Studi di Brescia è coinvolto in un'inchiesta per un incarico, affidato tramite concorso, alla sua segretaria.

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Pecorelli(red.) Prima la sospensione dall’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, sulla quale il ministro della Salute Beatrice Lorenzin dovrà dare la decisione definitiva, poi un avviso di garanzia per presunte irregolarità in un concorso. Al centro della vicenda c’è il rettore dell’università degli Studi di Brescia Sergio Pecorelli che risulta indagato per un’inchiesta della Guardia di Finanza. Con lui sarebbero stati iscritti nel registro anche i tre componenti della commissione per la selezione del personale che hanno aggiudicato il concorso. I provvedimenti sono arrivati giovedì 3 dicembre dopo che le Fiamme Gialle hanno raggiunto gli uffici dell’università per raccogliere tutti i documenti necessari. Al centro della questione, per i quali gli indagati sono accusati di abuso d’ufficio per il conferimento di un incarico, c’è l’assegnazione del posto a Elisa Gregorini, non iscritta nel registro degli indagati, il 28 novembre del 2014 ed era diventata segretaria del rettore Pecorelli.
La commissione dell’ateneo bresciano aveva bandito un concorso, con un compenso di 30 mila euro lordi, per affidare al vincitore lo sviluppo e il consolidamento di relazioni pubbliche internazionali per l’ampliamento geografico e istituzionale degli accordi di collaborazione per il progetto Health&Wealth dell’università. Secondo l’accusa, ci sarebbero state irregolarità durante la fase di selezione e la persona scelta non avrebbe poi rivestito l’incarico richiesto. In pratica, di fronte a quel tipo di bando, la Gregorini avrebbe fatto, invece, solo la segretaria del rettore. Dall’ateneo fanno sapere che le indagini non coinvolgono le normali attività dell’istituto, che quindi vanno avanti.

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