Bozzoli e Ghirardini, indagini senza sosta

I reperti raccolti nella fonderia per trovare tracce dell'imprenditore saranno analizzati a Milano. Mercoledì 25 i test dei Ris per l'operaio.

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Bozzoli(red.) Martedì 24 novembre nella fonderia Bozzoli di Marcheno, nel bresciano, sono ripresi i controlli dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo sui forni aperti per trovare tracce riconducibili all’imprenditore Mario Bozzoli. L’uomo è scomparso nel nulla dall’8 ottobre e gli inquirenti temono che sia finito all’interno di uno dei macchinari che lavorano anche fino a 800 gradi. L’attenzione dell’esperta e di due collaboratori si è focalizzata di nuovo sulle scorie stipate nel magazzino, sui colati estratti dagli impianti ormai raffreddati e sui lingotti che la fonderia ha prodotto nelle ore e nei due giorni successivi alla sparizione. Gli inquirenti non si sbilanciano su ciò che verrà trovato, se ci sarà qualche indizio decisivo. Tutti i materiali saranno controllati da lunedì 30 novembre in uno studio scientifico a Milano.
Mercoledì 25, invece, i Ris di Parma eseguiranno dei test irripetibili sugli oggetti trovati accanto al corpo di Giuseppe Ghirardini, l’operaio rinvenuto senza vita il 18 ottobre a Case di Viso, a Ponte di Legno. Le indagini hanno verificato che sia stato avvelenato da cianuro, ma si cerca di capire come e i motivi. L’addetto era responsabile del forno dal quale era partita la fumata anomala, fenomeno che aveva segnalato. In più, era stato uno degli ultimi operai a salutare Mario Bozzoli prima di uscire dalla ditta. E doveva essere sentito il mercoledì successivo alla sparizione del datore di lavoro, giorno in cui anche lui aveva fatto perdere le sue tracce. Intanto, la puntata di “Chi l’ha visto?” su Rai 3 di mercoledì sera 25 novembre si dedicherà al caso, annunciando la messa in onda di alcuni documenti inediti riferiti all’imprenditore.

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