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Macogna, 19 pozzi a rischio contaminazione

Un'indagine dell'Asl smentirebbe la Valutazione d'impatto ambientale fatta dalla Drr. Si attende il Tar.

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    acquarubinetto(red.) La Macogna, una volta in funzione, potrebbe essere potenzialmente pericolosa per una serie di pozzi idrici privati in funzione. Dunque, secondo l’Asl di Brescia, c’è l’analisi di rischio sulle falde che va ricalcolata. Un documento realizzato dall’Azienda Sanitaria Locale, su sollecitazione di Legambiente, potrebbe essere determinante sul futuro del sito di stoccaggio rifiuti Franciacortino, fermo per scelta della ditta Drr, fino al pronunciamento del Tar in programma mercoledì 22 aprile.
    Ci sarebbero, infatti, alcuni pozzi, utilizzati per alimentare cascine e allevamenti, che si trovano all’interno di un’area potenzialmente esposta al pericolo di contaminazione degli inquinanti che, fisiologicamente, potrebbero nel tempo fuoriuscire dal sito di smaltimento rifiuti e infiltrarsi nella falda. Secondo la valutazione ambientale realizzata dall’azienda proprietaria della concessione, i pozzi erano stati dichiarati dismessi dai proprietari. Secondo un’analisi più accurata realizzata dal Dipartimento prevenzione dell’Asl, però, ci sarebbero in funzione ancora 19 punti di prelievo idrico.
    Il maggior numero di pozzi, come spiega il Bresciaoggi, si trova a Travagliato (13 in tutto), e pescano acqua a una profondità che va dai 30 ai 70 metri. Se ne servono allevamenti e famiglie. Quattro le sorgenti a Rovato, una a Cazzago, alla Pedrocca. A Berlingo ce ne sono due, utilizzati per la zootecnia.
    Nella relazione inviata ai comuni, L’Asl sottolinea il potenziale pericolo della contaminazione dell’acqua in questi siti, che sono l’unica fonte di approvvigionamento potabile per quelle relatà che se ne servono. Si tratta di un documento determinante, che potrebbe portare alla revoca della concessione dello stoccaggio dei rifiuti.

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