Tav Lugana, progetto sotto la lente

La Commissione tecnica Via-Vas del ministero dell’Ambiente ha inviato a Cepav2 una serie di osservazioni che mettono in discussione l'impianto.

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tav(red.) Flebile, ma una speranza c’è per chi si oppone al passaggio della Tav, la linea ad alta velocità feroviaria, nel Basso Garda.
Lo scorso 23 dicembre la Commissione tecnica Via-Vas del ministero dell’Ambiente ha inviato a Cepav2 e, per conoscenza, al Ministero dei trasporti e all’Ispra (Istituto di ricerca e protezione ambientale), un documento in cui viene messo in discussione il progetto, allegandovi la richiesta di diverse ed importanti integrazioni.
Un testo che però il Cepav 2, che aveva tempo 30 giorni per replicare alle osservazioni, e non l’ha fatto, potrebbe diventare il “cavallo di Troia” degli oppositori all’infrastruttura, aprendo la possibilità di un rinvio o forse di un ridisegno del progetto nel territorio di produzione del Lugana.
Fra i rilievi della Commissione la richiesta, ad esempio, di nuove analisi sul paesaggio, prendendo in esame i vincoli esistenti ed il tracciato ferroviario, ma anche sul progetto architettonico, sull’ambiente idrico, flora e fauna e sulle conseguenze sulla salute dei cittadini. Osservazioni che si uniscono a quelle approvate nei giorni scorsi anche da Regione Lombardia, che ha indicato una serie di prescrizioni.

 

 

 

 

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