Quantcast

Renzi “accolto” anche dal Magazzino 47

Antagonisti bresciani contro il premier: "Rappresenta perfettamente gli interessi dei poteri economici e finanziari".

(red.) Una mobilitazione per “accogliere” il presidente del consiglio Matteo Renzi. L’ha organizzata il Magazzino 47 di Brescia, che ha dato appuntamento lunedì 3 novembre (ore 9) nei pressi della stazione Metro di Casazza, a tutti i cittadini interessati a partecipare all’iniziativa di protesta.
“Il 3 novembre”, si legge nella nota del centro sociale autogestito di via Industriale, “il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà a Brescia. Ad invitarlo in città sono stati i privilegiati dalle sue politiche economiche e sul lavoro. L’occasione, infatti, sarà l’assemblea dei padroni del nostro territorio: quella dell’Aib (Associazione Industriali Bresciani) che si svolgerà presso l’industria Palazzoli (quartiere S.Bartolomeo). Matteo Renzi rappresenta bene, e senza nasconderlo, i loro interessi”.
Secondo gli antagonisti bresciani Renzi, “come chi l’ha preceduto, rappresenta perfettamente gli interessi dei poteri economici e finanziari europei e transnazionali e l’imposizione delle politiche di austerity e tagli ai servizi (anche quando bisticcia con Barroso); i privilegi dei ricchi che vorrebbero essere sempre più ricchi; l’attacco ai diritti dei lavoratori con il Jobs Act; le speculazioni dei palazzinari e delle lobby del cemento, con un piano casa che premia chi costruisce palazzi destinati a rimanere vuoti e attacca, punisce, chi, per necessità, occupa immobili da anni sfitti e abbandonati. Con una politica delle grandi opere e dei grandi eventi (Tav ed Expo in testa) che devastano e saccheggiano i territori in favore degli affari sporchi di mafie e politici corrotti”.
“E ancora Renzi rappresenta”, conclude iltesto, “con il ministro Giannini, una ‘buona scuola’ che è in realtà la completa mercificazione dei saperi e il compimento di una progressiva trasformazione di scuole e università: da luoghi della formazione ad aziende (accessibili a sempre meno giovani) destinate a produrre lavoratori precari e flessibili. Renzi è portavoce di una retorica del cambiamento e del nuovo che nasconde, in realtà, un’accelerazione nella guerra contro i poveri, in ossequio ai diktat delle banche e delle governance politiche e finanziarie: più sfruttamento, sacrifici, austerity, tagli ai servizi, meno diritti, ma tante promesse e proclama sui social network”.
Il premier era stato nel bresciano un mese fa, partecipando al taglio del nastro del nuovo stabilimento delle Rubinetterie Bresciane di Gussago (gruppo Bonomi).

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.