Quantcast

Poste “condannate” a trasferimento d’ufficio

La donna, una dipendente affetta da patologia grave, aveva da tempo chiesto il trasferimento da Brescia, senza ottenerlo.

Più informazioni su

    (red.) Il Tribunale di Roma ha  condannato Poste Italiane a trasferire una dipendente disabile molisana dall’ufficio di Brescia al Molise.
    La donna era ricorsa alla giustizia dopo il «no» della società ad assegnare alla donna i benefici della legge 104 per patologie intervenute durante l’attività lavorativa. I giudici capitolini hanno sancito, a conclusione di una battaglia sindacale e processuale, il diritto della dipendente di scegliere la sede più vicina al proprio domicilio anche nel caso di handicap con accertato stato di gravità sopravvenuto e riconosciuto nel corso del lavoro.
    La dipendente, difesa dall’avvocato
    Vincenzo Iacovino di Campobasso, aveva ottenuto i benefici della legge 104 per il padre durante una grave malattia del genitore, successivamente deceduto. A distanza di qualche tempo, anche la donna è incappata in una grave patologia che l’avrebbe portata al licenziamento per impossibilità di continuare a prestare servizio in mancanza di un trasferimento vicino alla sua famiglia che l’aiutasse ad affrontare la grave situazione. La donna è riuscita a vincere la causa legale al Tribunale di Roma e a vedere riconosciuti i propri diritti.
    Il giudice, infatti, di fronte al reiterato diniego di Poste Italiane alla richiesta di trasferimento, ha accolto la tesi difensiva della Cisl-poste molisana, rappresentata da Iacovino, il quale ha sostenuto che: «In assenza di specifica regolamentazione della legge 104/92 sul punto, nel rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza e di tutela della salute, il diritto di scelta del luogo di lavoro in funzione della tutele previste dalla legge 104, può essere esercitato dal diversamente abile oltre che al momento dell’assunzione anche successivamente a quest’ultima e, in tal caso, sia quando la situazione di handicap intervenga in corso di rapporto, sia quando essa preesista».

    Più informazioni su

    Commenti

    L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.