Quantcast

Depurazione “fantasma”, rimborsi per 41mila utenti

La restituzione delle quote versate tra 2003 e 2008 riguarda 71 Comuni bresciani, per un valore di circa 6milioni di euro. Ma bisogna farne richiesta.

(red.) I contributi versati indebitamente per la depurazione dell’acqua che i Comuni hanno preteso dai cittadini, anche quando il servizio non veniva effettuato, torneranno nelle tasche dei bresciani.
Una buona notizia (una volta ogni tanto) per gli utenti di 71 i Comuni del territorio che vedranno restituita la tassa già pagata come stabilito da una sentenza della Corte costituzionale, datata 2008,  secondo cui tali importi devono essere restituiti.
Ora dunque il gestore ha «l’obbligo di rimborsare la quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione, al netto degli oneri deducibili (costi sostenuti dal gestore per le attività di cui sopra) e comprensiva degli interessi maturati».
Nel bresciano si tratta di 41.400 utenze che potranno così beneficiare dello strono degli importi pagati negli anni scorsi, dalla priam bolletta dell’acqua in pagamento dal primo ottobre. Si calcola che la somma da restituire valga circa 6milioni di euro.
Attenzione però: sarebbe troppo facile (e logico, sottolineiamo noi) se la deduzione avvenisse in automatico, ma così non è. Bisogna infatti presentare domanda specifica ai gestori del servizio (A2A, Aob2, Garda Uno e Asvt Azienda Servizi Valtrompia) oppure ai Comuni di riferimento (qualora il servizio sia ancora gestito direttamente dalle amministrazioni) entro il 30 settembre.
I cittadini che appartengono al primo caso (quelli cioè che devono rivolgersi alle aziende erogatrici del servizio, in 46 municipi) devono scaricare l’apposita modulistica dal sito www.aato.brescia.it, oppure da quello dei gestori (www.a2acicloidrico.eu; www.gardaunao.it, www.abo2.it; www.asvt-spa.it), mentre per il secondo caso (quando è il Comune ad erogare il servizio) direttamente ai municipi. In questa ultima eventualità bisogna incrociare le dita e sperare che i rimborsi vengano effettivamente corrisposti, poichè sono note le difficoltà di bilancio degli enti locali.
Il periodo di restituzione della tariffa va dal 15 ottobre 2003 al 15 ottobre 2008 (data della sentenza della Corte costituzionale).
Altra avvertenza (che sa un po’ di beffa, diciamolo): la quota non verrà restituita integralmente perchè la legge prevede che i gestori possano trattenerne una parte utilizzata per reinvestire sulla rete, ed in alcuni casi implementando il servizio di depurazione.
I Comuni con servizio tramite gestore nel bresciano sono: Acquafredda, Agnosine, Alfianello, Bione, Borgo San Giacomo, Bovezzo, Brescia (Verziano), Brione, Castegnato, Castel Mella, Collio, Concesio, Gardone Valtrompia, Iseo, Lodrino, Lumezzane, Marcheno, Marmentino, Montichiari, Mura, Nave, Nuvolento, Offlaga, Ome, Orzinuovi, Orzivecchi, Paitone, Paratico, Pavone Mella, Pertica Alta, Pisogne, Polaveno, Pompiano, Pontevico, Pralboino, Provaglio Val Sabbia, Sabbio Chiese, San Paolo, Sarezzo, Seniga, Sulzano, Tavernole sul Mella, Vestone, Villa Carcina, Villachiara, Vobarno.
I Comuni che gestiscono il servizio in proprio sono: Berzo Demo, Berzo Inferiore, Bienno, Borno, Braone, Breno, Capo di Ponte, Cedegolo, Cerveno, Ceto, Cigole, Cimbergo, Cividate Camuno, Edolo, Ghedi, Losine, Lozio, Malegno, Malonno, Ono San Pietro, Ossimo, Paisco Loveno, Prestine, Sellero, Sonico.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.