Brescia calcio, l’assist di Del Bono

La società rischia di sparire. Il sindaco, preoccupato, si è reso disponibile ad aprire trattative con nuovi imprenditori. Ma il tempo stringe.

(red.) Il Brescia Calcio è sull’orlo del fallimento. Rischia di sparire. Eppure sembra ieri, quando la scorsa estate la società reclamava il desiderio di tornare a far calcio «nel modo che ci compete», mettendo il bilancio in sicurezza. I conti erano saldi. Si programmavano grandi investimenti: il nuovo stadio, la nuova casa delle rondinelle al Rigamonti. Ed oggi? Oggi si presenta una realtà completamente diversa. I soldi non ci sono. Ma quindi cosa è veramente accaduto? Qualcuno ha sbagliato qualche calcolo? O si è solo tentato di tenere ben celata la vera gravità della situazione societaria? La cordata «salva Brescia» appare non essere andata a buon fine.
Anche il Comune di Brescia ha dichiarato la propria preoccupazione per la vicenda che sta vivendo il Brescia Calcio. Il sindaco, Emilio Del Bono, ha precisato che, pur dispiaciuto da questi ulteriori aggiornamenti, rappresenta un ente pubblico e non una società privata. Ha confermato, però, la propria disponibilità a mettere a disposizione il luogo istituzionale, in cui richiamare il gotha di nuovi investitori attorno ad un tavolo. «Perché gli imprenditori bresciani non sono interessati a un investimento sul calcio, pur avendo a disposizione un’istituzione disposta a ragionare con loro? Perché tutti quelli che si sono avvicinati al club, si sono poi allontanati?».
Queste sono le domande che si pone il primo cittadino Del Bono, ricordando che ha cercato di intervenire in qualche modo, senza trovare alcuna via da poter percorrere. C’è ancora speranza? Fino al 15 luglio sì. L’attenzione è rivolta a qualche imprenditore bresciano, pronto a raccogliere la sfida. Oggi sembra impensabile che una squadra, che ha richiamato a sé decine di campioni del mondo del calcio, da Roberto Baggio a Pep Guardiola, stia scomparendo così nel nulla. Il tempo stringe. Il Brescia non può e non deve dire addio alla serie B.

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