Centropane, Molgora presidente (con polemica)

La (auto)nomina del numero uno in Broletto è indigesta a Forza Italia che puntava a ViiglioBettinsoli. «Rotto il rapporto di fiducia».

(red.) Le poltrone si sa, girano. Nel senso che, persa una, è facile, per chi è “nel giro” trovarne un’altra. E sembra il caso di Daniele Molgora (Lega Nord), presidente della Provincia di Brescia, ente che, a breve, chiuderà i battenti (così come previsto dallla legge Delrio, recentemente licenziata sia da Camera che da Senato), lasciando il numero uno del Broletto “disoccupato”.
Ma niente paura perchè Molgora pare abbia già trovato un’altra collocazione, sempre al vertice di un ente, questa volta Centropadane, che gestisce la autostrada A21.
Si è infatti svolta venerdì 23 maggio l’assemblea ordinaria della società, durante la quale sono stati nominati  sia il cda sia il collegio sindacale.
Nel consiglio di amministrazione i bresciani: Bruno Bedussi, assessore in Provincia ai tempi di Lepidi, indicato dalla Loggia; Tiziano Pavoni, presidente del collegio costruttori, indicato dalla Camera di Commercio; Cristina Almici, sindaco di Bagnolo, indicata dal Broletto. Tra gli eletti direttamente dall’assemblea e proposti dal «patto» di sindacato: Eugenio Massetti, leader di Confartigianato Brescia, Gabriella Costantini, funzionario di Serenissima, Simone Bossi, già segretario provinciale della Lega di Cremona e, il presidente, Daniele Molgora, appunto.
Una scelta, anzi una autonomina, che non è piaciuta affatto agli esponenti di Forza Italia, con i quali, il numero uno in Broletto avrebbe rotto irrimediabilmente il «rapporto di fiducia». Perchè? Perchè nei mesi scorsi i soci bresciani (Provincia, Comune, Camera di Commercio) e Serenissima Partecipazioni avevano sottoscritto un patto per la vendita delle quote in loro possesso, pari al 55%, e per assumere il controllo della società. Con la (auto)nomina di Molgora tali attese sono venute meno, così come il rapporto di fiducia con i forzisti che, sebbene abbiamo in Almici una rappresentante, puntavano ad altro. E l’ “altro” è Vigilio Bettinsoli che era indicato come preferenza dal partito. Sotto la lente anche la possibile incompatibilità di cariche del numero uno in Provincia, per via del decreto 39 del 2013. Gli animi sono accesi, dentro e fuori il Broletto.

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