Stamina, Vannoni e i pazienti al Civile

Nonostante l'invito a non presentarsi, il guru di Stamina Fundation e le famiglie dei malati a Brescia per chiedere la ripresa dei trattamenti.

(red.) Nonostante gli appelli dell’ospedale Civile di Brescia a non presentarsi per chiedere il ripristino delle infusioni di cellule staminali secondo il metodo Stamina, lunedì 5 maggio i genitori di bambini malati gravi che vogliono la ripresa dei trattamenti si presenteranno sotto la sede del nosocomio cittadino. Ci sarà anche Davide Vannoni, presidente della Stamina Foundation, secondo il quale «non ci saranno problemi di ordine pubblico».
Vannoni ha dichiarato che per Stamina essere a Brescia lunedì è un dovere oltre che morale anche giuridico, perché rischierebbe una denuncia per non aver dato seguito a quanto previsto dalle sentenze dei giudici. E fa appello al ministro Lorenzin perché ordini subito la ripresa della sperimentazione con Stamina convocando il Comitato scientifico. In lista d’attesa infatti ci sono molte persone, non solo bambini, per aggrapparsi all’ultima speranza di poter continuare a vivere.
Per l’azienda ospedaliera non ci sono i presupposti per riprendere la somministrazione delle staminali mesenchimiali preparate con il metodo Stamina: la biologa Erica Molino non ha assicurato la sua presenza lunedì; inoltre i clinici dell’ospedale non intendono operare fino al pronunciamento del Comitato scientifico ministeriale. Il direttore generale Ezio Belleri ha invitato i pazienti in attesa a non prendere parte al presidio promosso da Davide Vannoni, ideatore del metodo Stamina e ora candidato alle Europee. Il raduno è nato in maniera quasi spontanea sui social network. Al presidio prenderanno parte anche il pediatra Mario Andolina e il segretario nazionale di Io Cambio, Agostino D’Antuoni. La vigilia di questo appuntamento è stata intanto funestata dalla morte di una bimba calabrese, Gaia, in lista per accedere alle infusioni.

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