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Gavardo, timori sulla centrale a biomassa

Il Ministero ha riconosciuto un finanziamento per la sua costruzione. Ma in paese i contrari sono molti. A perplimere sono soprattuto le emissioni.

(red.) Qualche mese fa a Gavardo era stata presentata la bozza del  progetto di una centrale a biomasse. Ora il progetto diventa più concreto: il Ministero dell’Ambiente ha riconosciuto infatti un contributo a tasso agevolato, proprio per agevolare la costruzione dell’impianto.
La centrale, da realizzare nei pressi delle scuole di via Dossolo, è finalizzata alla produzione, mediante la combustione di cippato, di energia rinnovabile e al riscaldamento del plesso scolastico, del polo dell’infanzia e della casa di riposo. Anche per la vicinanza a queste zone sensibili, sono però in molti a opporsi alla sua realizzazione.
Un affollato incontro pubblico organizzato l’altra sera dalla lista civica «Gavardo rinasce» ha fatto il punto della situazione, con l’intervento di due esperti, Carlo Del Pietro e Massimo Cerani. I due esperti hanno esposto quelle che loro considerano le criticità dell’impianto, insistendo sul basso rendimento e la difficoltà di reperire la materia prima. Ma soprattutto a generare perplessità e malumori è il possibile inquinamento che ne potrebbe derivare. La variabilità nella composizione del cippato renderebbe infatti problematico il controllo delle emissioni di polveri e ossidi. Inoltre la difficoltà di reperimento del cippato porterebbe un’aumento del traffico di autotreni, necessari per il trasporto del combustibile.
Gli esponenti della lista hanno lanciato alla fine un’idea alternativa, provocatoria ma decisamente più ecosostenibile.«Perché non realizzare invece due piccole centrali idroelettriche, utilizzando il canale del mulino e il vicino scolmatore?».

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