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Secessionisti, altri ricorsi al Riesame

Li hanno presentati Angelo Zanardini, Maria Marini, Luca Vangelista e Patrizia Badii. Visita di Orini in carcere.

(red.) Sono quattro i ricorsi di altrettanti secessionisti, un bresciano e tre veronesi al tribunale del Riesame. Dopo la scarcerazione di alcuni dei 24 “Serenissimi” arrestati nel blitz dei Ros dei carabinieri il 2 aprile, la richiesta di far cadere le misure cautelari nei confronti di altri quattro “Serenissimi”:  il bresciano Angelo Zanardini, Maria Marini, Luca Vangelista e Patrizia Badii.
L’udienza si è svolta martedì 22 aprile ed è durata solo una quindicina di minuti.
In segno di solidarietà con i detenuti, si è presentato anche Giancarlo Orini, uno degli indipendentisti bresciani nei cui confronti erano stati disposti i domiciliari, poi revocati dal riesame.
«La blindatura?-ha detto l’ex imprenditore 75enne- Era solo una montatura e solo per difesa, nel caso in cui venissero esplosi colpi di proiettile, per proteggere l’equipaggio».
Dei quattro ricorrenti solo Luca Vangelista deve rispondere dell’ accusa di avere «fabbricato e detenuto illegalmente un carro armato-arma da guerra», in concorso con altri.
I suoi legali hanno chiesto i domiciliari con la possibilità di recarsi al lavoro. Chiesta invece la libertà per Zanardini, la Badii e la Marini. È stata eccepita anche l’incompetenza territoriale bresciana a favore di quella di Rovigo, sotto cui cade la giurisdizione del Comune in cui è stato realizzato il «tanko».
Nella giornata di martedì 2 2aprile, inoltre, al carcere veneto di Montorio Veronese si è recato in visita il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, il quale ha ribadito che «lo Stato mette in galera 24 persone che, ripeto, non hanno fatto del male a nessuno. Noi siamo pacifici e non violenti. Vogliamo arrivare all’indipendenza tramite le idee, la democrazia e la non violenza, ma uno Stato che mette in galera 24 persone è uno Stato che mi preoccupa”. Infine, sull’annuncio, poi rientrato, di candidare uno degli arrestati (il bresciano Angelo Zanardini), Salvini ha dichiarato: «Diciamo che motivi burocratici e legali ci hanno consigliato e hanno consigliato i potenziali candidati di aspettare il termine di questo processo incredibile. Detto questo, siamo loro vicini, uno ad uno, uomo ad uomo, donna a donna. Adesso e dopo. Sono qua affinchè lo Stato chieda scusa», ha concluso.

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