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Tav, come dire addio alla propria casa

Commuove il video girato da due sorelle bresciane per salutare la propria dimora di Via Toscana, cancellata e spazzata via dall'alta velocità.

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(red.) Perdere la propria casa per una volontà che non è la propria, smarrire tutti quei ricordi di un posto che sono stati anni di vita, vedere cancellate la proprie certezze.
La famosa frase “finalmente sono a casa” non potrà più essere detta da Alessandra e Valentina Zanini, due sorelle bresciane che hanno perso la propria dimora in Via Toscana, in città, per la costruzione della Tav.
Le due ragazze hanno girato un commovente filmato, in cui vengono riportate tutte quelle emozioni che da sempre le hanno accompagnate per gran parte della loro vita, per dire il proprio fatale addio al quartiere. Il video  mostra la sofferenza nel vedere cancellati ricordi ed attimi di vita: una casa spazzata via dopo una battaglia persa, di cui rimangono solo le lenzuola con scritte “No Tav” come  insegne ammuffite che denunciano la sconfitta.  Le immagini, che si susseguono, fanno apparire la memoria della loro infanzia schiacciata dalle rotaie, quelle rotaie  che servono per la modernizzazione di un servizio che magari non le riguarderà nemmeno mai e che forse non presenteranno nemmeno una vera e propria utilità per i cittadini stessi.
Col grido «noi vogliamo le nostre case, non la Tav» Alessandra e Valentina vogliono continuare questa lotta, perché credono che non si possa perdere la propria abitazione solo per la costruzione di un’opera che permetterà di raggiungere Milano con 10 minuti di risparmio di tempo.
Si può solo immaginare la sofferenza e nostalgia delle due ragazze nel veder affogare i loro attimi di vita  passati che caratterizzano l’esistenza di ognuno di noi, perché la casa non è solo un tetto sotto cui dormire, ma un valore inestimabile che racchiude in sé tutte quelle parole che nel video Alessandra trascrive sui muri di essa con una bomboletta spray.

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