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“Secessionisti? Non era una farsa”

Parla Fabrizio Comincini, segretario della 'Liga Veneta Repubblica'. "Il tanko? Al massimo può spostare la terra. Gli arresti? Hanno montato un caso politico".

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(red.) «No, non credo sia una farsa. Io la penso diversamente, penso che la soluzione debba essere cercata con la politica, ma vedo che c’è gente che si sta convincendo che non ci sia una via democratica per cambiare».
Fabrizio Comencini, segretario della ‘Liga Veneta Repubblica’, risponde così a chi pensa che la vicenda dei ‘secessionisti’ veneti e bresciani al centro dell’inchiesta di Brescia possa essere racchiusa solo sotto la voce “farsa”. Secondo Comencini, «adesso parte del popolo non si sente rappresentato e possono esserci delle risposte velleitarie ma anche violente. Oggi lo Stato è più forte quindi, a ben vedere, sono anche inutili». La situazione per Comencini è totalmente cambiata rispetto al maggio 1997, quando ci fu l’assalto dei ‘Serenissimi’ in Piazza San Marco, a Venezia. Allora, era segretario della Lega Nord-Liga Veneta, e l’azione del commando del “Veneto Serenissimo Governo” «fu una sorpresa colossale. Come Lega Nord-Liga Veneta in Veneto eravamo il primo partito e mai mi sarei aspettato una azione del genere. Adesso la situazione è diversa, ci sono diversi gruppi e associazioni che si muovono in Veneto per l’indipendenza, questo in forma democratica. Può esserci qualcuno che può pensare a delle scorciatoie».
Nel caso degli arrestati, però, per Comencini, alla luce di quello che ha letto dell’ordinanza, «c’è una differenza tra il
dire e il fare. Mi pare che ci si basi esclusivamente su delle  intercettazioni telefoniche e al telefono si possono dire anche
cose sbagliate. Il ‘tanko’ artigianale armato con cannoncino? Io da militare ho fatto il carrista anche sui ‘Leopard’ che andavano a 70 Km all’ora, quello con la ruspa fa 15 km all’ora e al massimo può spostare la terra. Hanno voluto montare un caso che è un caso politico e in coincidenza con le elezioni regionali, la discussione in consiglio sul referendum per l’indipendenza e l’esito della consultazione online». E alla fine si domanda se dietro a tutto non ci siano i servizi.

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