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Cdc, l’Aib spinge per il cambiamento

Marco Bonometti ha diffuso un testo che si chiama "Progetto per la nuova Camera di commercio". Ma le resistenze in alcune categorie sono forti.

(red.) Non è ancora chiaro se l’intento del numero uno di Aib Marco Bonometti sia quello di scalzare Franco Bettoni dalla presidenza della Cdc. Fatto sta che le pressioni degli industriali sull’istituto di via Einaudi stanno diventando insistenti.
Prima di scegliere se confermare Francesco Bettoni (che, al momento, resta l’unico candidato su cui potrebbe convergere un ampio consenso) o se eleggere un nuovo presidente, i vertici dell’Aib hanno redatto un documento intitolato «Progetto per la nuova Camera di commercio di Brescia». Bonometti ha sottoposto il testo ai dirigenti delle diverse associazioni di categoria. Alcune (come Confesercenti e Associazione artigiani) lo hanno già sottoscritto, mentre altre sono più fredde, ma probabilmente finiranno per firmare l’intesa.
L’analisi degli industriali parte dalla constatazione di alcune criticità. Secondo il «Progetto», infatti, la Cdc è caratterizzata da un basso rapporto tra costi e benefici («c’è un consistente prelievo dalle imprese, con ritorni non adeguati»), da un utilizzo non selettivo delle risorse e dalla moltiplicazione dei centri di spesa (sotto accusa ci sono soprattutto le aziende speciali). Ci sarebbero inoltre dei problemi di rappresentatività (con una partecipazione ai rinnovi cameralinon selettiva e un controllo insufficiente della veridicità dei dati dichiarati).
Il cambiamento dovrebbe quindi partire dal rinnovo del Consiglio del prossimo autunno, e poco importa a questo punto se il cambiamento coinvolgerà anche la presidenza oppure no. Il documento proposto da Bonometti prevede infatti la costituzionediun«Consiglio dei presidenti delle associazioni» che avrebbe più poteri della giunta: delibera sugli indirizzi strategici, decide in merito alle acquisizioni e dismissioni delle partecipate ed elabora il piano degli interventi pluriennali. Nel futuro, inoltre, gli industriali vorrebbero dimezzare il numero dei componenti del Consiglio camerale (attualmente sono 33).
Il documento sta alimentando il dibattito sul futuro di via Einaudi. Intanto, la giunta camerale ha raggiunto un’intesa per una nuova proposta sulla ripartizione dei seggi del futuro Consiglio. Rispetto alla prima versione, il settore primario ritroverebbe un’adeguata rappresentanza con due seggi (a scapito dei servizi alle imprese). La nuova ripartizione sarà analizzata e votata dal Consiglio camerale di lunedì 7 aprile.

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