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Pgt,pronto il documento programmatico

In primavera le consultazioni con gli stakeholder. Sulle aree produttive dismesse, l'orientamento è di non cambiare la destinazione d'uso.

(red.) Pronto il documento programmatico che l’Ufficio di piano del Comune di Brescia ha elaborato per la variante al Pgt, dopo la delibera varata ai primi di ottobre.
Il documento è stato presentato con una comunicazione alla giunta da parte dell’assessore all’urbanistica Michela Tiboni. «Già nella delibera di avvio della variante», ha ricordato Tiboni, «avevamo declinato le linee di indirizzo, che sono riconfermate nel documento programmatico. Questo documento va oltre, fa un passo in avanti, e costituisce il primo dei tanti che l’Ufficio di piano si troverà a produrre in vista dell’adozione della variante, entro la fine del 2014. Il documento parte da una riflessione rispetto alla situazione di crisi generalizzata che la città vive da qualche tempo».
Una crisi che non è solo economica, ma assume diverse sfaccettature. «Pensiamo al problema dell’uscita dalla città, dovuto in certa misura alla percezione di Brescia come luogo dove la qualità della vita è peggiore che in altri contesti, per ambiente e vivibilità. Noi vorremmo con questa variante intervenire su questi temi. Il Pgt può essere strumento per restituire alla città una diversa spinta e riuscire a far cambiare l’immagine percepita anche della qualità di vita urbana. Riallacciandoci a quanto detto sulle linee di indirizzo, qui affrontiamo anche il tema della produzione: noi vorremmo rimettere al centro del Pgt il tema del lavoro». Il riferimento è alle nuove produttività, perché sarebbe anacronistico ritornare a vedere Brescia come luogo della produzione industriale e manifatturiera.
«Diventa centrale, per questo, il tema della rigenerazione e il recupero di aree dismesse, di cui vorremmo mantenere la vocazione, cercando di scardinare il meccanismo che in passato ha portato alla sostituzione della funzione produttiva con residenziale, commerciale, direzionale, terziario, ma consentendo una trasformazione che renda compatibile l’accoglimento di nuove modalità. Non credo sia scontato, infatti, che la vocazione commerciale o residenziale, sia davvero più allettante dalla vocazione produttiva». Punto di riferimento sarebbe la riqualificazione della città di Modena, dove un quartiere artigianale, storico, che aveva perso la capacità di essere luogo di produzione, è stato reinventato senza perdere la sua funzione.«Questi sono principalmente i temi attorno a cui la variante ruoterà. Importante anche il tema della mobilità dolce. Certo», sottolinea Tiboni, «dobbiamo fare anche i conti con il patrimonio immobiliare disponibile, con i diritti acquisiti previsti anche dal vecchio Prg».
Nell’attuale Pgt, si prevede consumo di suolo di aree non occupate da costruzioni per 1milione di mq, di cui parte derivano dal precedente Prg: un dato con cui l’obiettivo “consumo di suolo zero” della giunta Del Bono dovrà fare quindi i conti. A lavorare sulla variante, sarà soprattutto l’Ufficio di piano dell’assessorato all’urbanistica. Consulenze esterne saranno richieste per alcune specifiche competenze, quale lo studio idrogeologico e sismico. Per il contatto con la città e gli stakeholder, punto di raccordo sarà l’Urban Center. «Fondamentale», ha sottolineato Aldo Boifava, presidente della commissione urbanistica, «sarà il lavoro della commissione urbanistica che dovrà filtrare tutte le proposte. Il Pgt era stato di manica larga col consumo di suolo. Lascia, poi, irrisolti temi importanti, come la destinazione di aree come quella della Pietra, della Piccola velocità, per cui andava sicuramente rivisto. L’attuale Pgt ha anche un’altra carenza a cui dovremmo supplire: si basa su uno studio geologico che fa riferimento ad una legge che è superata, per cui c’è necessità di riprendere questo discorso. Inoltre», aggiunge Boifava, «l’elenco dei progetti speciali del piano delle regole è da rivedere, perché è ancora presente la possibilità d costruire il cubo bianco in largo Formentone». Punto interrogativo anche sulle aree inquinate.
«Nell’attuale Pgt», aggiunge Boifava, « sono riconosciute come inquinate, per cui le proposte urbanistiche partono da questo presupposto. Oggi sono in fase di studio diversi progetti di intervento, per cui la destinazione di quelle zone potrà essere rivista in parallelo col procedere di quei progetti». Quanto alle tempistiche, per arrivare all’adozione a fine anno, la proposta di piano si dovrà essere pronti a settembre. I prossimi mesi, fino a giugno, saranno dunque dedicati all’ascolto e al confronto con il territorio, le associazioni e i portatori di interesse.

 

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