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Civile su Stamina: decidono i giudici

Le dichiarazioni del commissario Belleri sulla vicenda: «Dal 2012 agiamo senza alcun margine di discrezionalità, su imposizione della magistratura».

(red.) La replica, dopo le dichiarazioni di Mario Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation, rilasciate in un’intervista al programma Presa Diretta di Rai Tre, andate in onda lunedì 13 dicembre, non è tardata ad arrivare.
Nonostante lo stesso Andolina abbia specificato in una nota che siano state «selezionate maliziosamente solo alcune parole che si riferiscono ad aspetti tutto sommato secondari», anche i rappresentanti dell’ospedale Civile di Brescia, tacciato di aver dato priorità ad alcuni raccomandati nella somministrazione dei trattamenti previsti dal metodo Stamina, ci tengono a dire la propria sulla polemica che infiamma sulla stampa nazionale.
Ezio Belleri, commissario straordinario dell’ospedale bresciano, ha dichiarato alla stampa cittadina che «nel 2011 sono stati effettuati tutti i passaggi formali prima di iniziare la somministrazione delle cellule staminali mesenchimali trattate con il metodo Stamina». E questo, nonostante la normativa vigente all’epoca lasciasse aperti ambiti di discrezionalità.
In ogni caso, ricorda Belleri, «dall’estate del 2012 ad oggi, noi agiamo senza alcun margine di discrezionalità, ma su imposizione della magistratura. Ai primi provvedimenti dei vari Tar sparsi per il paese ci siamo costituiti in giudizio. Per farlo abbiamo sborsato 3-4mila euro di spese per ogni caso, e se non l’avessimo fatto, invece di 129 pazienti in lista d’attesa ne avremmo il doppio».
L’ultima, doverosa, specifica riguarda i costi: «Ricordo – ha aggiunto Belleri – che il Civile per le “cure” con il metodo non percepisce nulla né da Stamina né dalle famiglie o dai pazienti ed è evidente che stiamo facendo una serie di considerazioni anche sui costi».

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