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Cappella Cantone: Indagini chiuse

Richiesta di rinvio a giudizio. L’ipotesi del pm riguarda il pagamento di tangenti per un milione di euro. La vicenda coinvolge 12 persone, fra cui Roberto Formigoni.

(red.) In vista della richiesta di rinvio a giudizio, la procura di Milano ha chiuso le indagini sui presunti episodi di corruzione riguardanti la realizzazione della discarica di amianto di Cappella Cantone, in provincia di Cremona.
Dodici le persone indagate, fra cui l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Secondo l’inchiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dei pubblici ministeri Paolo Filippini e Antonio D’Alessio, l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli avrebbe pagato tangenti per circa un milione di euro alla Compagnia delle Opere di Bergamo, oltre a 100mila – per ottenere l’autorizzazione integrata ambientale – all’ex vicepresidente bresciano del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani  e 10mila euro all’ex funzionario dell’Arpa Lombardia Giuseppe Rotondaro.
L’obiettivo del giro illecito di denaro, chiaramente,  era quello di oliare l’iter per  ottenere il via libera della Regione alla costruzione della discarica. Delle mazzette, secondo l’ipotesi dei magistrati, sarebbe stati a conoscenza anche i referenti politici della Cdo in Regione, l’allora assessore all’Ambiente Marcello Raimondi e Roberto Formigoni.
In questo modo, Locatelli «si garantiva l’opera di condizionamento, esercitata dai predetti pubblici ufficiali sulle determinazioni dei competenti dirigenti amministrativi coinvolti nell’iter procedimentale». L’ autorizzazione per la discarica, comunque,  è arrivata il 20 aprile del 2011 con la delibera di giunta 1594 per la quale, secondo i pm, Formigoni si sarebbe speso in prima persona.
A causa delle indagini della magistratura, però, il centro di raccolta di amianto non fu mai realizzato.

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