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Staminali, stop alla sperimentazione

E' la decisione del ministero dopo la bocciatura da parte del comitato scientifico. Vannoni: "Il metodo pericoloso? Lo sono molto di più gli esperti che lo hanno valutato".

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(red.) Niente sperimentazione clinica per il metodo Stamina.
Lo ha stabilito il ministero della Salute dopo la bocciatura del comitato scientifico nominato per valutare la sperimentazione stessa. Si realizzano così le paure delle famiglie che hanno chiesto di poter accedere alla cura compassionevole agli spedali Civili di Brescia. «Sarei stata invece felice che questa vicenda avesse avuto un epilogo diverso soprattutto per dare risposte a tantissime famiglie che si sono aggrappate alla possibilità di avere una cura che, purtroppo, non c’è», ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin,  nella conferenza stampa in cui ha annunciato il blocco delle sperimentazione.
«Credo che il ministro Lorenzin e il comitato di esperti che ha nominato siano molto pericolosi per la salute degli italiani». E’ il primo commento a caldo di Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, allo stop alla sperimentazione sulla controversa terapia a base di cellule staminali. «Siamo caduti nel grottesco», dice Vannoni all’Adnkronos Salute. I potenziali rischi del metodo, indicati per giustificare il no allo studio, «sono semplicemente ridicoli. Solo pretesti mal fatti».
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale eletto a Brescia Gian Antonio Girelli. «La decisione presa dal Ministero a seguito della valutazione di un comitato di esperti che ha dato parere negativo sulla continuazione della sperimentazione pone Regione Lombardia nella necessità di assumere una posizione che non può essere caricata solo ed esclusivamente sulle spalle dell’ospedale bresciano. Sinora la posizione di Regione Lombardia in tutta questa vicenda è stata opaca. Ora si faccia finalmente chiarezza». Il Pd  ha presentato un’interrogazione urgente per sapere quali valutazioni  avessero portato alla stipula dell’accordo tra Spedali Civili di Brescia e Stamina Foundation Onlus; quali risorse del sistema sanitario regionale fossero impegnate per la somministrazione in corso dal 2011 e per le eventuali spese legali sostenute e da sostenersi per far fronte ai numerosi ricorsi promossi da cittadini che chiedono di poter accedere alla terapia e quali iniziative Regione Lombardia intendesse assumere per tutelare l’immagine dell’AO Civili di Brescia.

 

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