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Finanziamento ai partiti, bagarre alla Camera

Seduta sospesa dopo le parole del deputato M5S Fraccaro: "Continueremo a chiamarvi ladri". Sul reato di clandestinità, però, Grillo e Casaleggio bacchettano i senatori.

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(red.) Bagarre in aula alla Camera, nel pomeriggio di giovedì 10 ottobre, sul disegno di legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti.
Il vice presidente di turno, Marina Sereni, ha sospeso i lavori dopo che Riccardo Fraccaro del M5s nel suo intervento si è rivolto ai colleghi affermando “continueremo a chiamarvi ladri”. La risposta dai banchi del Pd non si è fatta attendere, che hanno risposto alla provocazione urlando nell’emiciclo. Molti democratici hanno abbandonato i lavori.  «Un deputato di scelta cinica», racconta il deputato eletto a Brescia Giorgio Girgis Sorial, «si toglie una scarpa e la alza, altri del Pd urlano “fuori fuori”, la presidente invece di richiamare all’ordine i deputati della maggioranza che si scaldano toglie la parola ad un nostro deputato… Tutto questo perché sulla votazione degli articoli del finanziamento pubblico ai partiti (che non viene abolito) abbiamo detto che avremmo continuato a chiamarli “ladri”. Semplicemente: se io non mi sento un ladro o non ho la coda di paglia non mi arrabbio per una cosa del genere. Molto lineare».
Intanto, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno tirato le orecchie ai senatori dell’M5s che mercoledì 9 ottobre hanno presentato in Commissione Giustizia, facendolo approvare, un emendamento per l’abolizione del reato di clandestinità. «La loro posizione in Commissione è del tutto personale, non faceva parte del programma. Non siamo d’accordo sia nel metodo e nel merito». Bagarre anche in Senato, durante la discussione sull’emendamento presentato dai due, è scoppiata una bagarre, quando i leghisti hanno alzato dei cartelli di protesta contro l’abolizione del reato di clandestinità.

 

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