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Green Hill, si apre il processo a Brescia

Imputati il comandante della Locale di Montichiari e il dirigente della Direzione generale del servizio veterinario della Lombardia. Lav si è costituita parte civile.

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(red.) La Lav, Lega Anti Vivisezione, ha chiesto di essere riconosciuta parte civile nel processo su Green Hill che si è aperto mercoledì 18 settembre al Tribunale di Brescia e che vede come imputati il comandante della polizia locale di Montichiari e il dirigente della Direzione generale del servizio veterinario della Regione Lombardia. Ne dà notizia la stessa Lav in una nota, nella quale si dichiara «certa che saranno acclarate le responsabilità degli imputati».
Davanti ai giudici Cristian Leali, in qualità di Comandante della Polizia locale di Montichiari, che dovrà rispondere di omessa denuncia di reato (articolo 361 del Codice penale) e di falsità ideologica (articolo 479 del Codice penale) per avere, in seguito a una perquisizione, rispettivamente omesso di denunciare alla Procura della Repubblica di Brescia il reato di uccisione di animali e per aver affermato che i cani si trovavano in ottime condizioni e che disponevano di ampia libertà di movimento.
L’altro imputato è Mario Astuti, dirigente della Direzione Generale del Servizio Veterinario della Regione Lombardia, che dovrà rispondere dell’accusa di abuso d’ufficio (articolo 323 del Codice penale) per aver autorizzato la società Green Hill 2001 s.r.l. a identificare i cani mediante tatuaggio anziché microchip, procurando così all’allevamento l’ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nel totale risparmio del denaro necessario all’acquisto dei microchip medesimi.

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