Quantcast

Vivisezione, è legge la norma anti “Green Hill”

Vieterà alcune pratiche come i test sugli animali per droghe, alcool, tabacco, armi, didattica e limiterà alcuni utilizzi, con l’obbligo di anestesia e analgesia.

Più informazioni su

    (red.) L’Aula della Camera dei Deputati ha approvato, giovedì 31 luglio, in via definitiva, l’articolo 13 della Legge di delegazione europea che restringe la vivisezione e incentiva il ricorso ai metodi sostituivi di ricerca. Una vittoria che chiuderà definitivamente l’allevamento Green Hill di Montichiari (Brescia), vieterà alcune pratiche come i test per droghe, alcool, tabacco, armi, didattica e limiterà alcuni utilizzi, con l’obbligo di anestesia e analgesia che fino ad oggi non venivano usate in almeno il 20% degli esperimenti sui quasi 900mila animali che ogni anno vengono ancora torturati e uccisi nei laboratori italiani.
    Per la Lega antivivisezione si tratta della «miglior riprova che l’articolo 13 salva-animali è importante e che inizia a far sgretolare – dopo Green Hill e in quella scia – l’impero della vivisezione, è stata data dall’opposizione che questo ha ricevuto. Dalla mobilitazione a favore della sperimentazione sugli animali che è stata ricacciata indietro grazie a un lavoro tattico e di forza parlamentare, a una paziente e difficile tela che siamo riusciti a tessere. Come è nel nostro stile, di concretezza e fermezza. Un punto di ri-partenza e non di arrivo. Perché c’è ancora tanto, tantissimo, da fare e ottenere. Più forti, anche grazie a questo positivo risultato».
    «Non si tratta» spiega Lav in una nota «del futuro testo di legge (che sostituirà il Decreto legislativo 116 del 1992) né di semplici e non vincolanti pareri, di ordini del giorno o dichiarazioni a verbale senza alcun valore costrittivo, ma di principi e criteri vincolanti di una legge dello Stato per la stesura del prossimo articolato, da parte del Ministero della Salute».
    «Questo articolo rappresenta la base per una legge realmente migliorativa per i quasi 900mila animali utilizzati ogni anno in Italia e un futuro concreto per i metodi sostitutivi e la ricerca innovativa nel nostro Paese. Un punto di partenza per altri cambiamenti. L’alternativa sarebbe stato un recepimento-fotocopia della direttiva europea e nessun cambiamento alla situazione attuale per cui tutto è possibile fare sugli animali».
    «Tra i punti più importanti approvati (maggiori dell’articolo 14 del Disegno di Legge Comunitaria 2011 che abbiamo difeso per mesi e mesi durante la scorsa Legislatura)» continua Lav «c’è il divieto di allevamento di gatti, primati non umani e cani che porterà alla chiusura definitiva del tristemente noto allevamento “Green Hill”, il coronamento di una battaglia di attivisti e associazioni in corso da anni. Inoltre vi sarà il divieto delle sperimentazioni più dolorose (quelle senza anestesia), gli xenotrapianti e gli esperimenti bellici, prassi che riflettono una scienza dell’800 e l’eco della terrificante parola vivisezione, i test sulle sostanze d’abuso (alcool, tabacco, droghe), gran parte della didattica. E infine il sostegno allo sviluppo dei metodi sostitutivi e l’applicazione del titolo IX-bis del Codice penale (lo stesso che ha portato al salvataggio dei 300 beagle di Green Hill) per chi violerà la nuova normativa, vincoli che si sommeranno al confermato divieto di utilizzo di animali randagi grazie  alla comunicazione che il Governo ha fatto a Bruxelles nel dicembre scorso».

     

     

    Più informazioni su

    Commenti

    L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.