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A2A: utile in crescita nel primo semestre

Nei primi sei mesi dell'anno 133 milioni di euro. Lo stesso periodo del 2012 erano più bassi di 8 milioni. Tarantini cauto sui dividendi dell'anno 2013.

(red.) Utile netto di 133 milioni per A2A nel primo semestre dell’anno. Il risultato, emerge dalla relazione contabile esaminata dal consiglio di amministrazione e mostra una crescita di 8 milioni di euro rispetto al risultato del primo semestre 2012 che aveva beneficiato di maggiori rilasci di fondi e plusvalenze nette per circa 40 milioni di euro.
Dal prossimo primo novembre Iren uscirà dal capitale di Edipower, consentendo alla multiutility dei comuni di Brescia e Milano di arrivare al 71% del capitale del produttore di energia elettrica e di ridurre il debito per circa 40 milioni.
Lo ha detto il direttore generale della superutility lombarda, Renato Ravanelli, nel corso della conference call con gli analisti sulla semestrale.
«Dal primo di novembre Edipower non avrà più il socio Iren. Quando l’operazione si concretizzerà, sul debito impatterà per circa 40 milioni di euro», ha annunciato Ravanelli. «Cifra che si aggiungerà ad altri 37 milioni derivanti dalla cessione di alcuni impianti mini idro. Entrambe le operazioni aiutano il percorso di riduzione del debito», ha spiegato.
In base agli accordi, a Iren andranno la centrale termoelettrica di Turbigo e il nucleo idroelettrico di Tusciano. Quanto all’azionariato di Edipower, oltre ad A2A, Dolomiti Energia avrà l’8,5%, Sel l’8,5%, Mediobanca il 5,1%, Fondazione Crt il 4,3% e Bpm il 2,6%.
Quanto all’impatto sull’ebitda, secondo Ravanelli, più che parlare di ebitda, «avremo una quota di produzione idro che aumenta rispetto al passato per effetto dell’uscita di Iren perché controlleremo il 100% della capacità di energia che aumenta e dall’alto viene meno un impianto di ciclo combinato, ma questo è tutto sommato marginale visto il basso utilizzo attuale».
Per il presidente del Cds Graziano Tarantini, «stiamo raggiungendo tutti gli obiettivi del piano presentato lo scorso anno e che porterà entro il2015 ad un abbassamento del debito a3,2 miliardi ed un margine operativo lordo di 1,3 miliardi». Per quanto riguarda i dividendi, Tarantini non si è sbilanciato, affermando che l’ammontare delle cedole dipenderà dai risultati di fine anno.

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