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M5S, odore di espulsione per Gambaro

L'ex capogruppo Crimi e il nuovo eletto Morra hanno fatto sapere che lunedì 17 l'assemblea per valutare la cessazione di appartenenza al gruppo parlamentare.

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(red.) Sembrava pace fatta tra Crimi e Gambaro, e invece, proprio attorno alle 18 di giovedì 13 giugno, l’ex capogruppo al Senato, originario di Brescia, ha postato su facebook un messaggio (firmato anche dal neoeletto capogruppo Nicola Morra) che non lascia adito a dubbi.
“La cittadina-senatrice Gambaro”, si legge, “con le sue ripetute dichiarazioni ai media, esclusivamente a titolo personale, nelle quali ha esternato analisi politiche attaccando Beppe Grillo e attribuendo allo stesso gli esiti dei risultati elettorali, ha messo in atto un’azione lesiva dell’immagine e dell’attività del MoVimento 5 Stelle. A seguito delle numerose sollecitazioni pervenute dalla rete, i sottoscritti hanno invitato la stessa a trarne le dovute conseguenze e dare quindi seguito alle sue dimissioni da parlamentare del Senato”. Il motivo?
“La stessa, avendo inizialmente manifestato piena disponibilità al fine di non procurare danno al gruppo, ha poi fatto sapere di aver modificato la sua scelta. La senatrice Gambaro, ritenendo opportuno procrastinare qualunque tentativo di chiarimento e di composizione della questione, diversamente da quanto aveva garantito in precedenza, ha posto in essere un problema squisitamente “italico”: evitare il rispetto di regole che…, ancorché non scritte, sono prima di tutto logiche e morali, tanto che la stessa, in occasione delle Parlamentarie, aveva promesso che nel caso di disaccordo con la linea del Movimento 5 Stelle, avrebbe dato le sue dimissioni dal Parlamento. Spiace che invitare alla coerenza ed al rispetto del patto elettorale sul quale si fonda ogni responsabilità politica nei confronti dei cittadini, sia per alcuni così impegnativo da rispettare”. L’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari MoVimento 5 Stelle è pertanto convocata per lunedì pomeriggio per valutare la proposta di cessazione dell’appartenenza al gruppo parlamentare, da sottoporre successivamente al voto decisivo della rete “cui spetta l’ultima parola”.

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