Tribunale, al via la svolta digitale

Entro il 30 giugno 2014, depositi telematici di memorie e ingiunzioni saranno obbligatori nei processi civili. A Brescia la sperimentazione è già iniziata.

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(red.)  Svolta digitale per il Tribunale di Brescia.
Entro il 30 giugno 2014, infatti, sarà obbligatorio il deposito telematico per i processi civili. Per arrivare preparati all’appuntamento, la presidente del Tribunale Adriana Garrammone e il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli  Avvocati Pierluigi Tirale, hanno sottoscritto una convenzione per realizzare azioni di supporto al miglioramento e all’informatizzazione dei processi e dei servizi del Tribunale di Brescia. “Con questa intesa”, ha spiegato Garrammone, “si avvia la realizzazione una vera e propria agenda digitale, per dare risposte concrete alla difficile situazione in cui versa il Paese e alla preoccupante carenza di personale che caratterizza il Tribunale di Brescia”. L’organico della cancelleria, infatti,  è sottodimensionato: su 161 dipendenti previsti, solo 116 sono operativi.
“Impegni ben definiti”, ha aggiunto Tirale, “e un serrato programma di attività per conseguire risultati ambiziosi e significativi, anticipando i tempi almeno per le procedure più semplici”. Da quattro anni, in realtà, al Tribunale bresciano si fa ampio uso dei decreti ingiuntivi telematici, che sono ormai pari al 50% dei circa 20.000 depositati ogni anno. Il processo telematico, come forma alternativa e non esclusiva di deposito, è attiva anche per le procedure di esecuzione immobiliare per le comunicazioni telematiche civili.
Dal 30 giugno 2014, però, non ci sarà più la possibilità di scegliere tra digitale o cartaceo. Telematici dovranno essere anche il deposito delle memorie processuali e  le esecuzioni mobiliari.
Per arrivare preparati alla sfida, sin da subito sarà esteso a tutti i giudici del Tribunale l’uso degli strumenti del processo telematico già avviato per i decreti ingiuntivi, con la consulenza il supporto operativo dell’Ordine degli Avvocati, che per il progetto ha stanziato 25mila euro, e del Coordinamento interdistrettuale di Milano per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della Giustizia.
“Nonostante siano già attivi e funzionanti a valore legale diversi servizi telematici, sarà comunque necessario un intenso sforzo”, ha commentato Giuseppe Ondei, magistrato di riferimento per l’informatica del Tribunale, per superare le resistenze culturali e le attuali prassi di lavoro, creando valore aggiunto diffuso a tutti coloro che se ne avvarranno”.
Secondo Giovanni Rocchi, consigliere dell’Ordine delegato per l’informatizzazione, “è necessario consolidare l’esistente con la partecipazione attiva di tutti e introducendo progressivamente quelle utilità che ne incentivano la diffusione, quali il deposito delle memorie processuali, senza doversi recare al Palazzo di Giustizia”. “Un piano di lavoro ambizioso”, ha confermato il giudice Lorenzo Benini, magistrato referente per l’informatica distrettuale per il settore civile.
Il piano dei lavori sottoscritto insieme alla convenzione estenderà, dunque, il processo temelatico, alle procedure contenzione e di urgenza in ambito civile e, quando il Ministero della Giustizia proporrà soluzioni idonee, anche per l’intero settore penale.

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