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Rodengo, ambientalisti contro la centrale

Domenica un centinaio di attivisti hanno protestato contro l’impianto di Rodengo. Parzanini: “La centrale a biomasse è dannosa e poco efficiente”.

(red.) Domenica pomeriggio, gli attivisti del “Comitato centrale a biomasse” e di Legambiente hanno manifestato sul cavalcavia che dalla Sebina porta all’Outlet Franciacorta. Oggetto della protesta la centrale di biomasse legnose di Rodengo (Brescia) che, dopo l’anomala emissione di fumo nero avvenuta il 6 aprile, è ora ferma per controlli.
Alla protesta hanno aderito circa un centinaio di persone che, con striscioni e megafono, hanno distribuito volantini e hanno costretto le auto a transitare a passo d’uomo. A nome degli organizzatori, Silvio Parzanini, si è detto dispiaciuto per aver creato qualche disagio ai visitatori dell’Outlet, ma l’importanza e a gravità della questione non potevano essere taciute, e la gente doveva esserne informata.
Sostenuti da 2.200 firme dei cittadini, gli attivisti stanno contrastando la centrale (che loro definiscono inceneritore) da quando era ancora solamente un progetto. Parzanini ha ribadito con forza la necessità di chiudere definitivamente l’impianto perché è fonte d’inquinamento in una zona già inquinata, e la sua resa energetica è scarsa. Lo Stato, sempre secondo Parzanini, tramite il Gestore servizi energetici (Gse), dà a questa centrale 2 milioni di euro l’anno, a patto che rimanga sotto 1 megawatt di potenza. Se lo Stato indirizzasse questi incentivi al fotovoltaico, che non inquina, si pagherebbe ben 1.700 impianti domestici, che produrrebbero 5 megawatt: il quintuplo dell’energia prodotta dalla centrale a biomasse, con vantaggi per le famiglie e l’ambiente. Per questo motivo il Comitato ha intenzione di contattare il Gse per chiedere l’annullamento dei contributi alla centrale.
La manifestazione di domenica si è conclusa alle 16,30, ed è stata seguita da una tappa davanti al Municipio di Rodengo Saiano, dove gli striscioni sono stati nuovamente spiegati per alcuni minuti.
La fumata nera che sabato 6 aprile è uscita dalla ciminiera ha fatto accorrere alla centrale di Paradello gli agenti della Polizia locale, i carabinieri di Gussago e i vigili del fuoco. La protesta di domenica è stata indetta per tenera alta l’attenzione della autorità e della popolazione su una questione che coinvolge tutti. Intanto sulla centrale è atteso a breve un pronunciamento del Tar.
Secondo fonti attendibili, l’anomala fumata nera sarebbe stata generata dall’impropria combustione di olio vettore, e sarebbe, quindi, da escludere l’ipotesi che si sia rischiata addirittura un’esplosione.

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