Sgarbi: “Il Bigio? Meglio esporlo in un museo”

Il celebre critico d'arte ha sottolineato che il significato simbolico che la statua reca con sè è innegabile e che risulta più opportuna una sua musealizzazione.

(red.) La querelle attorno all’affaire Bigio oramai esula dai ristretti confini della terra bresciana e dopo essere approdata, addirittura, sulle pagine del The Guardian, in un articolo piuttosto polemico sulla ricollocazione della statua dell’ ‘Era fascista’ in piazza Vittoria, ora è oggetto anche di un intervento di Vittorio Sgarbi, celebre critico d’arte e polemista.
Per lo storico se, nel 1945, il manufatto realizzato da Dazzi venne rimosso, così deve essere anche oggi. “La storia va rispettata”, secondo Sgarbi, e quindi non è opportuno un ripristino “filologico” dell’effige in marmo in piazza Vittoria, come più volte sottolineato dall’amministrazione comunale, per il forte valore simbolico che l’opera rappresenta. Piuttosto, secondo il critico d’arte, la statua va sì recuperata, ma esposta in un museo e non in piazza.
Il suggerimento si Sgarbi è quello di collocare la scultura a Santa Giulia, dove già si trova, ad esempio, il busto di Mussolini opera di Adolfo Wildt (altra opera che ha suscitato polemiche).
Riconoscendo il valore artistico della creazione di Dazzi, secondo Sgarbi, tuttavia, la sua ricollocazione dnella piazza non è adeguata. Per diversi motivi: innanzitutto la sua imponenza e poi il significato celebrativo che l’opera reca con sé, il suo legame con l’epoca fascista che è, ha sottolineato Sgarbi, innegabile.

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