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Locatelli: “Sì tangente a Nicoli, no rifiuti illeciti”

Il titolare della ditta che ha fornito i materiali per Brebemi e provinciale 235 di Orzivecchi rigetta con forza le accuse che lo vorrebbero implicato nel traffico di scorie.

(red.) Presentatosi lunedì mattina, verso le 9, in aula,  per assistere all’incidente probatorio relativo alla provinciale 235 di Orzivecchi, Pierluca Locatelli, ammettendo la tangente pagata a Nicoli Cristiani, ha però voluto ribadire con forza la sua totale estraneità al traffico di rifiuti.
L’imprenditore bergamasco, finito sotto inchiesta per traffico illecito di rifiuti e truffa nell’ambito di due procedimenti aperti dalla Procura di Brescia (la Brebemi e la Sp 235 di Orzivecchi), si è difeso e ha puntato il dito contro chi, a sua detta, ha voluto distruggere un’azienda da 368 dipendenti, prendendo una grossa cantonata sulla questione dei rifiuti. Vicenda sulla quale Locatelli è intenzionato ad andare fino in fondo per dimostrare che è stato tutto frainteso.
Il titolare dell’impresa che ha fornito i materiali per la Brebemi e la provinciale orceana, ha sostenuto che il caso dell’inquinamento si sta sgonfiando, sottolineando che si tratta solo di una questione di dimensioni dei materiali conferiti, che però non hanno alcun problema di prestazioni sui cantieri, come dimostrato dalle prove fatte da Brebemi e dalla Provincia di Brescia. In effetti i due cantieri della Direttissima di Cassano d’Adda e Fara Olivana sono stati dissequestrati a luglio, anche se dalla perizia l’80% del materiale conferito risultava non conforme.
Secondo Locatelli, però, su 1200 parametri ricercati su Brebemi, solamente 3 campioni sono risultati leggermente fuori dalla norma, ed è stato dimostrato che non c’è stato inquinamento delle falde.
Per quanto riguarda la provinciale 235, l’imprenditore ha ammesso la presenza di qualche campione non a norma per l’eccessiva quantità di cromo rilevata, ma ha aggiunto, che anche in questo caso sarà chiarita l’intera faccenda.  Locatelli, inoltre, ha assicurato di aver sempre smaltito i materiali secondo quanto indicato dalla legge. Rigettando con forza l’accusa di traffico di rifiuti.
In questo momento le aziende riconducibili a Locatelli sono tutte in concordato preventivo. Dei 368 dipendenti, 120 sono stati assunti a tempo determinato dalla Fimet di Brescia che ha preso in affitto un ramo d’azienda. Gli altri sono in cassa integrazione.

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