Staminali, indagati gli Spedali Civili di Brescia

Secondo Il Corriere della Sera, sarebbero 8 le persone finite nel fascicolo della Procura di Torino per l'utilizzo delle "cure compassionevoli" con il metodo Stamina.

(red.) La Procura di Torino avrebbe aperto un fascicolo di indagine sull’ospedale Civile di Brescia.
Si tratta di un’inchiesta di cui al nosocomio cittadino sono venuti a conoscenza nelle scorse settimane, come riporta Il Corriere della Sera.
Il quotidiano di via Solferino afferma che sarebbe dunque stata notificata ad una decina di persone la richiesta di proroga delle indagini che il pm Guariniello ha avanzato al gip.
Nel fascicolo, quindi risulterebbero i nomi dei medici e degli amministratori che, a vario titolo, avrebbero preso parte (o autorizzato) la somministrazione delle cosiddette “cure compassionevoli”, con le cellule staminali secondo il metodo di Stamina Fundation (azienda al centro di una bufera giudiziaria a sua volta).
Si tratterebbe di otto persone accusate dalla procura di “somministrazione di farmaci guasti o imperfetti”, secondo la Procura di Torino.
L’azienda ospedaliera è intervenuta con una nota per chiarire la propria posizione: “L’Azienda del tutto serenamente nutre fiducia nell’autorità giudiziaria, nei confronti della quale e fin dall’inizio ha assicurato massima collaborazione e trasparenza, così come nei confronti delle Autorità nazionali intervenute nell’esercizio delle diverse competenze di legge (Aifa e Ministero della Salute)”.
“L’Azienda”, prosegue la nota del Civile, “ritiene di avere agito correttamente, secondo legge e con tutta l’eccellenza e la competenza delle proprie strutture specializzate e dei propri professionisti. A detto operare non è neppure mancata la consapevolezza di come le cure “compassionevoli”in questione siano materia estremamente delicata, da affrontarsi con chiarezza d’informazione, specie nella misura in cui coinvolge situazioni personali e famigliari che disperano di trovare risposte idoneamente validate dalla scienza medica. Di tali situazioni sono espressione anche le pronunce dei tribunali italiani che, sempre più numerose, stanno imponendo all’Azienda di procedere alla somministrazione proprio di quelle terapie oggetto dell’indagine torinese”.

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.