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Aci Brescia, Bonomi senza presidenza

Il Consiglio di Stato, riunitosi martedì per decidere sulla sospensiva, ha confermato il commissariamento dell'ente di via Ferrari. Si va verso nuove elezioni.

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    (red.) Nuovo colpo di scena nella vicenda Aci Brescia. Il Consiglio di Stato ha confermato il commissariamento dell’ente. Il giudizio inappellabile revoca (nuovamente) a Aldo Bonomi la presidenza di via Ferrari.
    “Il Consiglio di Stato”, si legge nel dispositivo dei giudici, “accoglie l’istanza cautelare e, per l’effetto, sospende l’esecutività della sentenza impugnata”.
    “Rilevato”; scrivono i giudici, “che gli elementi di fatto e di diritto che connotano la vicenda all’esame evidenziano la sussistenza delle condizioni richieste per l’esercizio del potere di commissariamento da parte dell’Amministrazione vigilante che, in particolare, i provvedimenti per cui è causa risultano adottati in puntuale applicazione della normativa statutaria dell’Automobil Club d’Italia volta ad assicurare una corretta gestione economico-finanziaria dell’attività istituzionale dell’Ente anche con riferimento alle sue articolazioni periferiche”.
    L’ordinanza, inoltre, condanna la parte appellata al pagamento delle spese della fase cautelare, fissate in 2mila euro.
    Dopo la sentenza del Tar che, lo scorso 21 dicembre scioglieva il commissariamento del presidente Aldo Bonomi, il Consiglio di Stato, alla fine di dicembre, aveva accolto il ricorso dell’Aci nazionale e l’ente provinciale con sede in via Enzo Ferrari, molto ghiotto in quanto proprietario dei marchi Freccia Rossa e Mille Miglia, era tornato nuovamente commissariato.
    Il dibattimento, fissato per il 15 gennaio in camera di consiglio, ha dunque sciolto le ultime riserve sulla sospensiva. Attualmente l’Aci Brescia è retto dal commissario Matteo Piantedosi, il terzo nominato in pochi mesi, al quale toccherà, ora, anche, il compito di  traghettare l’Automobil Club di Brescia verso nuove elezioni.
    Il contenzioso tra l’Ac Brescia e l’Aci e ministero del Turismo prosegue dal 10 luglio scorso, quando il ministero del Turismo ha commissariato l’ente per presunte criticità amministrative (ci sarebbero 2,5 milioni di deficit). Da allora si sono succeduti tre diversi commissari.
    In quest’ultimo ricorso, però, Il Ministero del Turismo non ha inoltrato alcuna richiesta di sospensiva.

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