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Sfratti, soluzione trovata a Cossirano di Trenzano

Sospesa la mobilitazione prevista per martedì 27 novembre, grazie ad un accordo raggiunto con i privati. Prossimo picchetto il città il 28 novembre".

(red.) Non ci saranno scontri né tensioni a Cossirano di Trenzano, dove per martedì 27 novembre il Comitato provinciale antisfratti e l’associazione Diritti per Tutti avevano programmato una mobilitazione ad alta tensione.
“Alla  vigilia di una nuova grande mobilitazione per impedire lo sfratto  della famiglia di Abdelkrim”, si legge in una nota degli attivisti, “arriva una soluzione rispettosa di due  principi irrinunciabili: il passaggio da casa a casa ed il mantenimento  dell’unità del nucleo famigliare. Attraverso l’ intervento di diversi  soggetti che sono scesi in campo per trovare un’alternativa (tra gli  altri alcuni cittadini del comune di Trenzano, la parrocchia di  Cossirano, la Caritas) si è delineato un percorso che ha portato ad un  accordo con le due famiglie sotto sfratto, con l’Associazione Diritti  per tutti e col comitato provinciale, che erano pronti, nonostante le minacce arrivate dalla Prefettura che aveva paventato  l’arrivo a Cossirano di reparti mobili di polizia e carabinieri, a  mettere in campo un nuovo picchetto e a resistere a tutti i costi”.
Sono stati individuati, invece, degli alloggi vuoti messi a disposizione da un  privato, mentre lo sfratto non ci sarà perché l’attuale proprietario ha acconsentito ad un rinvio al 31 gennaio. “Viene quindi sospesa”, comunicano gli attivisti, “anche la  mobilitazione; il prossimo picchetto si svolgerà in città, a Brescia,  il 28 novembre in via Alghisi 2.
La situazione di Cossirano di Trenzano era una delle più difficili e  delicate  e l’importante risultato raggiunto, cioè il passaggio da casa a casa, dà ancora più slancio alla  campagna di mobilitazione per ottenere una moratoria degli sfratti per  morosità incolpevole e l’istituzione di un centro di emergenza abitativa nei  prefabbricati dove alloggiavano gli operai della metropolitana a S. Polo  o in altri grandi edifici sfitti presenti nel bresciano”.

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