In tutto 124mila biglietti, Arcai resta al suo posto

"Sono arrabbiato, deluso. Ho sperato fino alla fine che ci fossero errori", ha detto il sindaco Paroli. Il comune parte offesa. Diffida ad Artematica da Bresciamusei.

(p.f.) Alla fine sono arrivati i dati Siae sulla mostra di Matisse. L’esito, però, com’era prevedibile, non è positivo. I biglietti emessi dal 12 febbraio al 12 giugno dicono che i visitatori sono stati 124.184 di cui paganti 111.162, gratuiti 11.215, 1.807 con abbonamento.
Evidentemente, una cifra ben lontano da quella dichiarata da Artematica, che sosteneva di aver staccato 248.862 biglietti. “E’ incontrovertibile ormai”, ha spiegato il sindaco Adriano Paroli, che ha subito convocato la conferenza dei capigruppo, “che Artematica abbia manipolato i dati nei confronti della Siae o del Comune o di tutti e due”.
Ora, dunque, anche il Comune, insieme a Brescia Musei, intraprenderà le dovute azioni civili e penali per recuperare le somme date indebitamente ad Artematica. Al direttore generale Alessandro Triboldi il sindaco ha anche dato l’incarico di verificare anche i dati della mostra sugli Inca. “Ringrazio i media”, ha aggiunto Paroli, “perché con le segnalazioni riportate è partito l’iter che ci ha consentito oggi di accertare la verità. Non vogliamo che rimangano dubbi su nulla, preferiamo avere notizie brutte, ma avere la massima trasparenza. Il mio stato d’animo? Sono arrabbiato, deluso. Ho sperato fino alla fine che ci fossero errori e che non fosse così”.
Ingiustificato il comportamento di Artematica. “Incomprensibile perché le mostre sono state due capolavori, due momenti importanti: in questo modo vengono macchiate da comportamento ingiustificato”. Intanto, però, l’assessore Andrea Arcai, che di fronte alla richiesta di dimissioni del Pd aveva specificato che le avrebbe rassegnate solo se richieste da Paroli, resta al suo posto.
“Non gli ho chiesto di dimettersi. Le sue dichiarazioni rilasciate all’inizio della vicenda sono state comunque imprudenti soprattutto alla luce dei fatti. Imprudenti, ma in buona fede, perché ha invocato da subito i dati Siae, e generate dalle assicurazioni date da Artematica di fare chiarezza nell’immediatezza. Nonostante la buona fede, però, restano imprudenti: noi dobbiamo dare chiarimenti e non giudicare la richiesta”.
In mattinata, Triboldi ha già depositato in Procura, come prevede l’articolo 331 del c.p.p., il riepilogo delle evidenze emesse, sottolieando la discrepanza dei dati forniti da Artematica e quelli dei modelli Siae. “Il Comune”, ha spiegato Triboldi, “ha subito danni patrimoniale, d’immagine e quindi riveste la qualità di persona offesa rispetto ai reati che procuratore vorrà individuare”.
Brescia Musei, invece, invierà mercoledì mattina ad Artematica una diffida a restituire le somme indebitamente ricevute. La somma richiesta sarà quantificata in serata, ma lsi parla di più di 500mila. La società trevigiana avrà pochissimo tempo per restituire i soldi: se non lo farà, la Fondazione attiverà l’azione giudiziaria in sede civile.
Ricordiamo che nel contratto stipulato tra Artematica e Brescia Musei per l’allestimento era previsto un “bonus” di 300mila euro (incassato dalla società) se gli organizzatori avessero superato la soglia dei 230mila visitatori che, stando agli ultimi sviluppi, non è minimamente stata raggiunta. Inoltre, sotto questa soglia sarebbe dovuta scattare una penale da 200mila euro, che sarebbero diventati 300mila nel caso in cui gli ingressi fossero stati meno di 150mila come è avvenuto alla luce dei dati Siae.

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