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Trenzano, due sfratti “bloccati” dagli attivisti

Non un semplice rinvio, come spesso accade, ma la pratica è stata rimandata al giudice. E' la prima volta che accade una cosa del genere in provincia di Brescia.

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    (red.) Una cinquantina di attivisti del Comitato provinciale contro gli sfratti di Brescia e provincia e dell’associazione “Diritti per Tutti” hanno bloccato lo sfratto di due famiglie, colpite dalla crisi e da morosità incolpevole, in via Martinengo, 2/f a Trenzano, in provincia di Brescia.
    A rischiare di finire in mezzo a una strada erano le famiglie di Abdelhak El Barrad, operaio da 10 anni in Italia con la moglie e tre figli (3 anni, 6 anni e un neonato di soli 15 giorni) e di Abdelkrim Oueldrhila, muratore con moglie, due figli di 3 e 5 anni e un terzo in arrivo fra pochi giorni. Abdelkrim era arrivato anni fa dal Marocco in Italia per lavorare. Ha fatto, per lungo tempo, il muratore: a volte pagato regolarmente, a volte in “nero”. Vive a Trenzano in una casa senza il requisito dell’abitabilità, tanto che il comune a guida leghista non gli ha concesso la residenza.
    Un giorno Abdelkrim si è infortunato gravemente e con la salute se n’è andato il lavoro. Abdelkrim non ha più potuto pagare l’affitto e il proprietario, originario di una ricca famiglia della zona, ha fatto partire immediatamente la procedure di sfratto. Il comune, da parte sua, non ha proposto soluzioni, dicono gli attivisti, che martedì hannop fatto allontanare per la sesta volta l’ufficiale giudiziario.
    L’ufficiale giudiziario, vista la situazione e la determinazione dei presenti, non ha concesso il “classico” rinvio, ma ha addirittura rispedito l’intera pratica al giudice, prendendo atto dell’impossibilità di eseguire lo sfratto, giunto al sesto accesso, vista la presenza di un robusto picchetto e dell’assenza di alternative abitative dignitose. “Di fatto, la procedura di sfratto per le famiglie di due lavoratori è stata interrotta”, spiegano gli attivisti. “Si tratta di un risultato che non ha precedenti nel Bresciano, e anche a
    livello nazionale potrebbe rappresentare un caso pilota per la lotta dei movimenti per il diritto all’abitare, contro la morosità incolpevole a causa della crisi e per il passaggio da casa a casa”.
    Giovedì sono previsti altri due presidi antisfratto: il primo in via Balladore a Capriolo, il secondo in via Robusti a Pompiano. Altre decine sono previsti da qui alla fine dell’estate.

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