Quantcast

Casali: ‘Dichiarazioni incomprensibili di Bettoni’

Il numero uno del comitato organizzatore risponde alle critiche del presidente della Camera di commercio. "Rispettiamo i cittadini di Brescia".

(red.) Non sono piaciute ad Alessandro Casali le critiche ricevute da Francesco Bettoni, presidente della Camera di commercio di Brescia, sulla gestione quinquennale della Mille Miglia. Con una nota assai articolata il numero uno dell’Ati che ha gestito la rievocazione storica dopo le polemiche targate Marva (leggi qui), ha difeso il lavoro dei suoi collaboratori togliendosi, pure, qualche sassolino dalla scarpa.
“In cinque anni abbiamo reso la Mille Miglia talmente grande che adesso c’è la corsa per impossessarsene, anche da parte di chi prima neanche la prendeva in considerazione. Ve la ricordate la Mille miglia di sei anni fa? Un evento per addetti ai lavori, un po’ impigrita, la stessa gestione per venticinque anni e con un’immagine appesantita da vicende giudiziarie. Oggi è un nome internazionale, con una fama cresciuta in tutto il mondo, un veicolo straordinario per Brescia.  Questo lo sanno tutti, e lo hanno dichiarato tutti, a partire dagli esponenti del comune, dal sindaco agli assessori, fino al presidente di Federalberghi Lombardia, Paolo Rossi, per il quale  “la Mille miglia è diventata il più grande strumento di promozione per il territorio di Brescia e della provincia”.
“Leggo dichiarazioni incomprensibili”, si legge nel comunicato, “come quella del presidente della Camera di commercio che dice di aver dato 500 mila euro senza aver visto i risultati. Forse, preso da tanti impegni, non si ricorda che quei soldi, dati solo per i primi tre anni, sono stati solo una minima parte di ciò che abbiamo speso per un processo di marketing territoriale e di internazionalizzazione della Mille Miglia e di Brescia che nessuno si era mai neanche sognato. Con i road show internazionali abbiamo portato Brescia e le sue eccellenze (raccontate con film, documenti, presentazioni) in Usa, Cina, Russia, Brasile, Emirati, Sudafrica, Europa. Sedici tappe a cui hanno partecipato centinaia di giornalisti internazionali e circa 4mila ospiti tra imprenditori, istituzioni, opinion makers. Per la prima volta la Mille Miglia e il suo territorio sono state al centro di missioni internazionali di Governo. Noi abbiamo creato con Mille Miglia un palcoscenico internazionale per le imprese bresciane, spettava ala Camera di commercio utilizzarlo al meglio. Ma questi sono fatti, e spesso i fatti sono scomodi”.
Secondo Casali alcune affermazioni sono poco crtedibili. “Leggo addirittura che ora la Mille Miglia tornerebbe alla città di Brescia e che deve durare tutto l’anno. Fa un po’ sorridere. Prima la Freccia Rossa durava tre giorni, ora davvero dura tutto l’anno, a favore di Brescia. Le dichiarazioni di pochi giorni fa del sindaco lo confermano. Un esempio su tutti. La Notte Bianca: chi l’ha inventata, voluta e finanziata? L’ultima Notte Bianca ha avuto dal comune 30 mila euro a fronte di oltre 160 mila euro di costi  coperti interamente dalla Mille Miglia. A vantaggio di chi, presidente Bettoni? Si sono riempiti i ristoranti, i bar, i negozi. È un vantaggio per la città o per il Comitato Organizzatore? La risposta non è difficile, presidente. E quando mai prima il legame con la città si era espresso in maniera così forte e viva?”.
Ce ne sono anche per il numero uno del Broletto: “Un’altra domanda facile: “Quando mai i media dedicavano alla Mille miglia spazi così grandi? Ma il presidente Molgora ha visto in tv solo Roma. A parte che dovrà rivedersi un po’ di servizi (glieli diamo noi se vuole) dove la Leonessa è sempre protagonista, ma possibile che non capisca che 40 mila persone a Roma hanno reso omaggio alla Mille Miglia e a Brescia dandogli ulteriore visibilità? Certo, nelle gestioni precedenti il “giro di boa” a Roma emozionava solo qualche vigile urbano. È questo che si vuole? E le istituzioni che ora, giustamente e finalmente, dicono di voler fare squadra perché non l’hanno mai fatto prima? E perché fanno finta di scordarsi che siamo stati noi a coinvolgerle, anche a fatica, sin dall’inizio? In più il presidente Molgora dimentica un piccolo dettaglio: in cinque anni la Provincia non ha mai dato un euro per sostenere la Freccia Rossa, che ora invece considera importantissima. Ha ragione, ora lo è.
“Uno degli slogan che abbiamo sempre usato è “Da Brescia nel mondo””, conclude la nota. “Chi è che vuole riportarla ad essere  “ da Brescia nel bresciano”?
La città deve sapere chi ha costruito la Mille Miglia come è oggi,chi l’ha fatta diventare, in pochi anni, questo patrimonio straordinario. E’ proprio perché ci siamo riusciti che ora tutti vogliono gestirla, prima non ne valeva la pena. Che poi ora tutti si ritrovino miracolosamente uniti ha una spiegazione facile: come diceva Flaiano “gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori”. Ma che almeno lo facciano rispettando le persone e la realtà dei fatti.  E soprattutto i cittadini di Brescia”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.