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Il Trota a Brescia: 8mila euro in shopping

I due ex autisti di Bossi jr hanno rilasciato un'intervista a Repubblica in cui parlano delle abitudini del figlio del capo. "Renzo spendeva e pagava il Carroccio".

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(red.) Continuano le rivelazioni degli ex autisti del Trota, “costretti” a trasportare il figlio di Umberto Bossi su e giù per l’Italia. Lo rivela un articolo di Repubblica. Al Delfino del capo piaceva viaggiare: pare che a Bratislava Renzo Bossi ci sia andato spesso, quattro volte giurano i due ex autisti Oscar Morando e Alessandro Marmello. Ovviamente sempre a spese della Lega. A Brescia, invece, il Trota ci veniva per il dentista e per fare shopping. E nella cittadina bresciana doveva aver trovato negozi di suo gradimento dato che in una sola volta, sempre a detta dei due ex, Bossi jr era riuscito a spendere ben ottomila euro.
E poi ancora “a Venezia per l’Heineken Music Festival con amici e amiche al seguito e   –  “come sempre”  –  con tanto di lampeggiante sciogli-traffico (non autorizzato) piazzato sul tetto della berlina della Lega”, si legge nell’articolo di Paolo Berizzi. “Da Gemonio a Cremona in sella al quad – la moto a quattro ruote che bisognava portare a riparare – e dietro di lui, di scorta, la solita immancabile auto di servizio con autista. E ancora: in Sicilia per visitare le terre e la famiglia della madre, Manuela Marrone, e poi via a Monaco di Baviera, questa volta, una tantum, con il suo suv Bmw X5: ma con benzina offerta dalla Lega di Famiglia. Viaggiava Renzo Bossi, viaggiava e a pagare era sempre il Carroccio di papà. Anche nelle serate in discoteca a Milano: un impegnativo nightclubbing tra i locali all’ombra del Pirellone e i suoi angeli custodi, stipendiati dalla Lega Nord, dovevano scarrozzarlo qua e là e aspettarlo fino all’alba”.
I due ex autisti, licenziati dal Carroccio perchè non più graditi, hanno svelato tutte le tappe dei viaggi “extra lavorativi” del giovane consigliere regionale della Lombardia. “Si viaggiava spessissimo non per impegni politici ma per partecipare a serate mondane: feste, cene, discoteche”, ha raccontato Morando al giornalista di Repubblica. “Sempre a spese della Lega. Macchine, benzina, autostrade. E certo noi autisti, a disposizione giorno e notte”. Fa due conti, Morando. “Stipendio da consigliere regionale a parte (12.555 euro mensili), Renzo Bossi costava alla Lega 14 mila euro al mese. Dodicimila euro per gli stipendi dello staff – il sottoscritto, l’altro autista Luca e la segretaria Simona – più altri 2mila in contanti che ci venivano dati dalla Lega per le sue spese correnti. In due anni vengono fuori quasi 600 mila euro che l’Italia ha pagato a questo ragazzo. Anche per andare a Brescia dal dentista o a fare spese. Lascio ai militanti della Lega stabilire se siano stati ben spesi oppure no”.

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